La Nuova Sardegna

Olbia

L’azienda sanitaria: i due feriti assistiti secondo il “protocollo”

di Angelo Mavuli
L’azienda sanitaria: i due feriti assistiti secondo il “protocollo”

Precisazione dell’Ats sulle dinamiche del soccorso alle due vittime dell’incidente accaduto domenica «Non c’è stato alcun rifiuto dall’ospedale di Sassari, il paziente non aveva necessità del trasferimento»

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TEMPIO. Per l’Ats-Assl di Olbia e l’Aou di Sassari “il protocollo” adottato domenica pomeriggio, per il trasferimento da Tempio, a Nuoro e Olbia, di Giovanni Farina e Fabio Vescovo, (vittime di un incidente stradale), «rientra nei protocolli nazionali e internazionali». L’affermazione è contenuta in un comunicato che giunge a distanza di quattro giorni dalla vicenda che, come si ricorderà, ha coinvolto anche la Procura e i carabinieri di Tempio. Istituzioni cui i familiari dei due feriti si erano rivolti per ottenere, dopo 9 ore di richieste inutili, il trasferimento in strutture attrezzate al trattamento di “traumi maggiori”.

«Si è trattato – spiega l’azienda sanitaria – (che non fa riferimento all’amara esperienza vissuta dai feriti, dai loro parenti e anche dall’eccellente personale del Pronto soccorso di Tempio, ndc), di una normale gestione dei casi, sebbene rappresenti un’attività complessa, che richiede diverse fasi. Tutti i protocolli, nazionali e internazionali di gestione dei pazienti critici – prosegue la nota – prevedono una risposta che coinvolge vari attori del sistema in una logica di rete secondo il tipo di prestazione e le risorse umane e tecnologiche a disposizione nel momento in cui si verifica l’evento. Pertanto, nella gestione dei due “traumi maggiori” arrivati al Pronto soccorso del “Paolo Dettori” di Tempio nella mattinata di domenica 14, si è proceduto, così come prevedono i protocolli dell’Ats. Entrambi i pazienti – precisa ancora l’azienda – in seguito alla stabilizzazione da parte del del Pronto soccorso di Tempio, sono stati trasferiti in altre strutture della rete della Regione Sardegna, individuate a seconda della tipologia di intervento necessario».

Il comunicato che elenca e descrive anche le operazioni che vengono effettuate nel Pronto Soccorso all’arrivo di un paziente, conferma che uno dei feriti necessitava di assistenza neurochirurgica e il secondo di assistenza rianimatoria. Esattamente ciò che i sanitari tempiesi, sin dalle prime ore del mattino, continuavano a chiedere inascoltati a Olbia e Sassari. Lo stesso comunicato, smentendo le affermazioni dei sanitari tempiesi nega che Sassari abbia rifiutato il ricovero. «Considerato il quadro clinico del paziente, che al momento della richiesta non necessitava del trasferimento – dice il comunicato – la struttura sassarese ha invece dato disponibilità ad accoglierlo nel caso in cui, le sue condizioni cliniche si fossero rese tali da richiedere l’intervento neurochirurgico».

La vicenda lascia tuttavia aperti numerosi interrogativi ai quali, visto l’intervento effettuato, potranno arrivare risposte esaustive la magistratura e i carabinieri di Tempio, al lavoro per chiarire il caso già domenica scorsa.

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