Stalking, a processo un imprenditore
di Tiziana Simula
Il giudice ha appesantito il capo d’imputazione iniziale Il racconto della vittima: minacce di morte ai miei familiari
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OLBIA. Stalking aggravato dalle minacce di morte. Si appesantisce il reato contestato a un imprenditore di Olbia, S. F. a giudizio per le minacce e gli atti persecutori portati avanti per un anno a danno della sua compagna, un avvocato del foro di Tempio. La drammatica vicenda è approdata ieri mattina davanti al giudice monocratico del tribunale di Tempio, Andrea Pastori, per una nuova udienza dopo quella del 26 ottobre durante la quale, la giovane vittima, assistita dall’avvocato Daniela Peru, ha raccontato per tre ore un anno di vita da incubo, fatto di pressioni psicologiche, prevaricazioni, minacce pesantissime, scatti d’ira incontrollati nei suoi confronti, fino ad arrivare alla violenza vera e propria, col tentativo di farla uscire fuori strada con la sua macchina. Episodi che quasi sempre si verificavano davanti agli occhi impauriti della loro piccola bambina, per questo ora ospitata in una struttura protetta, così come disposto dal tribunale per i minorenni di Sassari. Il padre può incontrarla esclusivamente con modalità protetta, secondo quanto stabilito dallo stesso tribunale.
A seguito dell’interrogatorio avvenuto il 26 ottobre, il giudice del tribunale di Tempio si era riservato di modificare il capo d’imputazione da stalking a stalking aggravato, cosa avvenuta nell’udienza di ieri.
Ad aggravare la condizione dell’imprenditore, ora imputato d’ufficio, sarebbero state le minacce di morte che l’uomo avrebbe rivolto ai genitori della sua compagna. «Ti sgozzo...» avrebbe detto al padre della donna. Alla madre, invece, avrebbe cercato di investirla.
Tutti episodi raccontati dalla giovane professionista durante il lungo e doloroso interrogatorio.
Come emerso da quell’udienza, S. F. avrebbe perseguitato la professionista olbiese per un anno, costringendola ad abbandonare la propria abitazione per un lungo periodo, insieme alla figlia, nata dalla loro relazione.
L’uomo, difeso dagli avvocati Giuseppe Conti e Giampaolo Campus del foro di Sassari, è stato destinatario della misura di allontanamento nel 2017, aggravata a causa delle violazioni alle prescrizioni del giudice, in divieto di dimora su Olbia. La misura è scaduta nel settembre scorso.
A seguito dell’interrogatorio avvenuto il 26 ottobre, il giudice del tribunale di Tempio si era riservato di modificare il capo d’imputazione da stalking a stalking aggravato, cosa avvenuta nell’udienza di ieri.
Ad aggravare la condizione dell’imprenditore, ora imputato d’ufficio, sarebbero state le minacce di morte che l’uomo avrebbe rivolto ai genitori della sua compagna. «Ti sgozzo...» avrebbe detto al padre della donna. Alla madre, invece, avrebbe cercato di investirla.
Tutti episodi raccontati dalla giovane professionista durante il lungo e doloroso interrogatorio.
Come emerso da quell’udienza, S. F. avrebbe perseguitato la professionista olbiese per un anno, costringendola ad abbandonare la propria abitazione per un lungo periodo, insieme alla figlia, nata dalla loro relazione.
L’uomo, difeso dagli avvocati Giuseppe Conti e Giampaolo Campus del foro di Sassari, è stato destinatario della misura di allontanamento nel 2017, aggravata a causa delle violazioni alle prescrizioni del giudice, in divieto di dimora su Olbia. La misura è scaduta nel settembre scorso.
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