La Cgil rilancia la vertenza «Autonomia per la Gallura»
La segretaria generale Luisa Di Lorenzo traccia l’analisi economica e sociale «Regione spesso disattenta, troppi scippi. Segnali di crescita nonostante la crisi»
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OLBIA. La Cgil tiene salda la battaglia sull’autonomia della Gallura. «Dobbiamo e intendiamo ancora batterci per riconquistarla – ribadisce Luisa Di Lorenzo, segretaria generale della Cgil di Olbia-Tempio. « Basta scippi – incalza –, la politica regionaledimostri la sua attenzione per le potenzialità dell’unico territorio che, nonostante la crisi continua a fornire segnali di crescita». Lo ha detto senza mezzi termini l’altro ieri al direttivo territoriale, riunito per fare il punto sullo scenario economico e sociale della Gallura.
L’analisi della segretaria generale parte dagli incoraggianti indicatori emersi dalle statistiche. «La Gallura – ha affermato Di Lorenzo – è l'unica realtà sarda che cresce demograficamente: i dati facevano registrare, alla fine del 2015, un significativo +0,26% rispetto all'anno precedente e un tasso di crescita (+2,60%) che colloca il nostro territorio al sesto posto nella classifica delle 110 province italiane. Abbiamo un saldo migratorio positivo, una popolazione scolastica in crescita costante e una contestuale diminuzione della dispersione, dati incoraggianti dal turismo e dall’agricoltura».
Indicatori sui quali la cautela del giudizio resta. «Dati che comunque, non ci consentono di brindare – osserva di Lorenzo –. I freddi numeri non fotografano ciò che i lavoratori percepiscono. Ogni giorno, davanti a noi, scorrono i volti, gli sguardi, la disperazione di tanti padri e madri che non sanno che cosa dire ai propri figli e spesso neanche che cosa dare».
Ma qui secondo la Cgil si affianca anche lo sguardo poco attento della politica regionale. «Per di più sembra di assistere a un accanimento – denuncia Luisa Di Lorenzo – della politica regionale nei confronti di questo territorio. Come se, piuttosto che agevolarne la crescita, ci sia la volontà di limitarla». Inevitabile il riferimento alla ex Provincia. «Negli ultimi anni abbiamo assistito al declino del “sistema Gallura”, dovuto all’assenza di un ente autonomo che garantisca la centralità del territorio, alla creazione di un nuovo e centralizzato sistema sanitario regionale che allontanerà sempre di più i servizi dal territorio, al depotenziamento dell’Inps, alla sempre maggiore difficoltà degli enti locali nella gestione quotidiana, al trasferimento dell'Autorità portuale a Cagliari».
Accanto dati negativi si scorge qualche segnale positivo. La disoccupazione in Gallura è al 14 %, quella giovanile oltre il 36%, il tasso di occupazione è sceso dal 50% al 48%, quasi tutti i settori sono in crisi, anche quelli che storicamente erano trainanti per l’economia locale, come edilizia e commercio. «Negli ultimi otto anni – osserva Di Lorenzo – il nuovo cemento residenziale in Gallura ha subìto un crollo che va dal 74 al 78,5%, il dato più alto in Sardegna. Esiste però un piccolo e timido segnale positivo che va declinato in riqualificazione dell'esistente e miglioramento energetico, un filone dalle enormi potenzialità, rilevante sia dal punto di vista ambientale che sociale ed economico».
In questo scenario, la segretaria generale della Cgil ricorda le vertenze aperte nel territorio. «Alcune aziende storiche sono in crisi, pensiamo alle vertenze riguardanti Meridiana, la lavanderia industriale Clea di Olbia, il sugherificio Ganau di Tempio. Segnali preoccupanti giungono anche dalla rivendita di materiali elettrici “Setzi” di Olbia e da tante altre piccole realtà che, messe insieme, costituiscono un serbatoio occupazionale importante».
Una via d’uscita? Per la Cgil gallurese il tema amministrativo rimane in testa all’agenda. «Riteniamo necessario – ha detto Luisa Di Lorenzo – rivendicare l'autonomia del Nord est della Sardegna per la riconquista della dignità di un territorio che negli ultimi anni ha già subìto troppi scippi a causa di una politica regionale spesso miope rispetto alle esigenze della Gallura e talvolta disattenta rispetto alle sue potenzialità. Ma la storia ci insegna che le battaglie, comprese quelle sindacali, si combattono giorno per giorno, e non c'è mai nulla di definitivo». Come Cgil Olbia Tempio faremo la nostra parte, se necessario anche con forti mobilitazioni di massa, per difendere i diritti acquisiti e per conquistarne dei nuovi a favore dei galluresi». (gpm)
L’analisi della segretaria generale parte dagli incoraggianti indicatori emersi dalle statistiche. «La Gallura – ha affermato Di Lorenzo – è l'unica realtà sarda che cresce demograficamente: i dati facevano registrare, alla fine del 2015, un significativo +0,26% rispetto all'anno precedente e un tasso di crescita (+2,60%) che colloca il nostro territorio al sesto posto nella classifica delle 110 province italiane. Abbiamo un saldo migratorio positivo, una popolazione scolastica in crescita costante e una contestuale diminuzione della dispersione, dati incoraggianti dal turismo e dall’agricoltura».
Indicatori sui quali la cautela del giudizio resta. «Dati che comunque, non ci consentono di brindare – osserva di Lorenzo –. I freddi numeri non fotografano ciò che i lavoratori percepiscono. Ogni giorno, davanti a noi, scorrono i volti, gli sguardi, la disperazione di tanti padri e madri che non sanno che cosa dire ai propri figli e spesso neanche che cosa dare».
Ma qui secondo la Cgil si affianca anche lo sguardo poco attento della politica regionale. «Per di più sembra di assistere a un accanimento – denuncia Luisa Di Lorenzo – della politica regionale nei confronti di questo territorio. Come se, piuttosto che agevolarne la crescita, ci sia la volontà di limitarla». Inevitabile il riferimento alla ex Provincia. «Negli ultimi anni abbiamo assistito al declino del “sistema Gallura”, dovuto all’assenza di un ente autonomo che garantisca la centralità del territorio, alla creazione di un nuovo e centralizzato sistema sanitario regionale che allontanerà sempre di più i servizi dal territorio, al depotenziamento dell’Inps, alla sempre maggiore difficoltà degli enti locali nella gestione quotidiana, al trasferimento dell'Autorità portuale a Cagliari».
Accanto dati negativi si scorge qualche segnale positivo. La disoccupazione in Gallura è al 14 %, quella giovanile oltre il 36%, il tasso di occupazione è sceso dal 50% al 48%, quasi tutti i settori sono in crisi, anche quelli che storicamente erano trainanti per l’economia locale, come edilizia e commercio. «Negli ultimi otto anni – osserva Di Lorenzo – il nuovo cemento residenziale in Gallura ha subìto un crollo che va dal 74 al 78,5%, il dato più alto in Sardegna. Esiste però un piccolo e timido segnale positivo che va declinato in riqualificazione dell'esistente e miglioramento energetico, un filone dalle enormi potenzialità, rilevante sia dal punto di vista ambientale che sociale ed economico».
In questo scenario, la segretaria generale della Cgil ricorda le vertenze aperte nel territorio. «Alcune aziende storiche sono in crisi, pensiamo alle vertenze riguardanti Meridiana, la lavanderia industriale Clea di Olbia, il sugherificio Ganau di Tempio. Segnali preoccupanti giungono anche dalla rivendita di materiali elettrici “Setzi” di Olbia e da tante altre piccole realtà che, messe insieme, costituiscono un serbatoio occupazionale importante».
Una via d’uscita? Per la Cgil gallurese il tema amministrativo rimane in testa all’agenda. «Riteniamo necessario – ha detto Luisa Di Lorenzo – rivendicare l'autonomia del Nord est della Sardegna per la riconquista della dignità di un territorio che negli ultimi anni ha già subìto troppi scippi a causa di una politica regionale spesso miope rispetto alle esigenze della Gallura e talvolta disattenta rispetto alle sue potenzialità. Ma la storia ci insegna che le battaglie, comprese quelle sindacali, si combattono giorno per giorno, e non c'è mai nulla di definitivo». Come Cgil Olbia Tempio faremo la nostra parte, se necessario anche con forti mobilitazioni di massa, per difendere i diritti acquisiti e per conquistarne dei nuovi a favore dei galluresi». (gpm)
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