La Nuova Sardegna

Olbia

«Pool specializzati contro il punteruolo»

di Sebastiano Depperu

Trinità, uno studioso degli insetti che devastano le palme spiega come affrontare gli interventi

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TRINITÀ. Da alcuni anni ormai anche in Sardegna, si assiste impotenti al depauperamento del patrimonio palmifero, a causa di un coleottero della famiglia dei Curculionidi chiamato comunemente punteruolo rosso. «Si tratta di un insetto dannosissimo poiché la femmina, oltre a depositare centinaia di uova nella parte tenera dei rami – dice l'esperto Mario Piga che fa parte del coordinamento Lega Nord Sardegna – dalla quale nascono delle larve molto voraci, possiede una capacità di volo migratorio, più estesa di quello che alcuni studiosi segnalano. Si distingue dal maschio per i colori più tenui e per l’assenza di un’invisibile peluria in cima al naso, peculiarità esclusiva del consorte, non facile da percepire».

Piga racconta i suoi studi: «Da un’attenta analisi, delle centinaia di bozzoli in mio possesso e un conteggio minuzioso degli insetti perfetti ancora in letargo al loro interno, la presenza delle puerpere sono risultate superiori al maschio del 70 per cento. Una percentuale altissima di femmine che ne favorirebbe oltremodo la proliferazione. Moltiplicazione estesa ormai all’intera isola e la Gallura purtroppo non è esente».

Le Istituzioni intervengono nel tentativo di domare l’infestazione e di salvare le palme che hanno subito questi attacchi. «Le imprese preposte per fermare questo degrado – aggiunge – oltre che costose, a volte sono poco informate del ciclo biologico dell’insetto, non sapendo che l’abbattimento della palma malata comporta molta attenzione, perché è facile disperdere nel terreno sia le larve che crisalidi difficili da individuare. Occorrerebbe dunque ogni volta fare preventivamente pulizia intorno al fusto, per localizzare meglio gli involucri da dove in primavera uscirà l’insetto, oltre che bruciare le parti malate. Operazioni comunque costose che vanno dai mille ai tremila euro, che nessun privato si può permettere. Motivo basilare per cui gli interventi e le spese sostenute dai vari Enti sono votati al fallimento. Bisogna quindi organizzare squadre ben preparate, simili a quelle contro la lotta anti-anofelica in Sardegna negli anni 40', e informate sulla biologia dell’insetto, addette a disinfestazione, censimento e abbattimento se occorre. L’operatività dei gruppi deve poter agire non solo nei confronti delle palme situate anche nei terreni privati e in modo gratuito. Solo così si può sperare di debellare il punteruolo».

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