La Nuova Sardegna

Olbia

Influenza suina, due in rianimazione

di Stefania Puorro
Influenza suina, due in rianimazione

Una giovane mamma nei giorni scorsi è stata trasferita a Sassari dopo essere stata sottoposta a un taglio cesareo urgente

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OLBIA. Le prime notizie, confuse e preoccupanti, parlavano di due casi di influenza aviaria a Olbia, uno dei quali particolarmente grave. No, non era e non è mai stato così. Ci sono stati, invece, due casi di influenza suina (A H1N1) ed entrambi i pazienti sono finiti in rianimazione. Una donna, in condizioni disperate, è stata trasferita immediatamente a Sassari.

La prima situazione di allarme è stata registrata al pronto soccorso alcuni giorni fa, quando una giovane signora incinta si è presentata ai medici con una forte insufficienza respiratoria. Un quadro clinico veramente preoccupante, il suo, ancora più grave considerati la dolce attesa e i rischi per il bambino. Ma in quelle condizioni di salute così precarie, la donna non avrebbe potuto proseguire e portare a termine la gravidanza. E così è stata sottoposta a un taglio cesareo urgente (pare fosse alla ventiseiesima settimana di gestazione) e trasferita a Sassari. Il piccolo è stato ricoverato nel reparto di terapia intensiva neonatale, la madre subito in rianimazione. Le sue condizioni, che comunque restano gravi, sarebbero stabili e sembra che nelle ultimissime ore (anche se non è ufficiale) siano leggermente migliorate.

E’ rimasto ricoverato a Olbia, invece, l’altro paziente colpito da influenza suina e arrivato al pronto soccorso del Giovanni Paolo II poche ore dopo la signora. Anche lui, inizialmente, ha pensato a una normale influenza. Ma il suo stato di salute continuava a peggiorava in maniera pesante, la tosse era sempre più violenta, la febbre altissima e, soprattutto, faceva fatica a respirare. E così, i suoi familiari lo hanno portato in ospedale e da quel momento si trova ancora ricoverato. Si tratta di un olbiese di circa 60 anni che gli specialisti nell’unità di terapia intensiva del Giovanni Paolo II stanno continuamente monitorando. Non sarebbe in pericolo di vita.

I primi casi della nuova influenza umana da virus A H1N1 sono stati legati a contatti tra maiali e uomo. Nell’uomo, queste infezioni, sono state riscontrate occasionalmente fin dagli anni 50 e sono sempre state collegate a contatti ravvicinati (uno-due metri) con maiali. Ma il nuovo virus A H1N1 si è ora adattato all’uomo ed è diventato trasmissibile da persona a persona.

L’antigeno dell’AH1N1 è presente nel vaccino antifluenzale, così come disposto dalla circolare ministeriale del 31 luglio 2017 “Prevenzione e controllo dell’influenza, raccomandazioni per la stagione 2017-2018” che si prefigge l’obiettivo “di ridurre il rischio individuale di malattia, ospedalizzazione e morte, e di ridurre i costi sociali connessi con morbosità e mortalità.” Chi si è vaccinato, insomma, non dovrebbe correre alcun rischio.

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