LA MADDALENA
Giornata della memoria, un incontro tra i soci dell’Ute
LA MADDALENA. L’Ute della Maddalena ha organizzato in occasione della giornata della memoria un incontro tra i soci.II presidente Gavino Canopoli ha voluto mettere in evidenza la storia di una madre...
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LA MADDALENA. L’Ute della Maddalena ha organizzato in occasione della giornata della memoria un incontro tra i soci.
II presidente Gavino Canopoli ha voluto mettere in evidenza la storia di una madre che, sul punto di essere uccisa, ha scritto al figlio. La lettera è stata letta a diverse voci e le signore che hanno pronunciato quelle parole hanno fatto commuovere l’intera platea. E’ stato letto lo scritto di Vasilij Grossman: si tratta di una lettera che una madre ebrea, che faceva il medico, ha scritto a suo figlio Viktor, nel momento in cui ha capito che l’avrebbero presto ammazzata.
E in quelle righe racconta così quello che le sta succedendo senza mai far trasparire la paura e la solitudine. La donna parla al figlio dei gesti gentili ricevuti da persone che mai avrebbe immaginato e delle reazioni dei suoi conoscenti alle sue vicissitudini. In tutta la lettera emergono il grande amore e la disperazione di una madre che sa che, quelle, sono le ultime parole che scrive e che la uniscono al figlio.
In seguito Lino Sorba ha letto un brano tratto da "Il mondo di ieri. Ricordi di un europeo" di Stefan Zweig, in cui un figlio racconta quanto patito dalla madre 84enne, a Vienna durante le leggi razziali. Le era anche vietato di sedersi su una panchina o avere assistenza al suo capezzale in punto di morte, perché un'ariana, l'infermiera, non poteva dormire in una casa di ebrei. «Nel nostro piccolo - ha affermato Canopoli - abbiamo voluto ricordare con la letteratura una strage epocale di un popolo intero». (a.n.)
II presidente Gavino Canopoli ha voluto mettere in evidenza la storia di una madre che, sul punto di essere uccisa, ha scritto al figlio. La lettera è stata letta a diverse voci e le signore che hanno pronunciato quelle parole hanno fatto commuovere l’intera platea. E’ stato letto lo scritto di Vasilij Grossman: si tratta di una lettera che una madre ebrea, che faceva il medico, ha scritto a suo figlio Viktor, nel momento in cui ha capito che l’avrebbero presto ammazzata.
E in quelle righe racconta così quello che le sta succedendo senza mai far trasparire la paura e la solitudine. La donna parla al figlio dei gesti gentili ricevuti da persone che mai avrebbe immaginato e delle reazioni dei suoi conoscenti alle sue vicissitudini. In tutta la lettera emergono il grande amore e la disperazione di una madre che sa che, quelle, sono le ultime parole che scrive e che la uniscono al figlio.
In seguito Lino Sorba ha letto un brano tratto da "Il mondo di ieri. Ricordi di un europeo" di Stefan Zweig, in cui un figlio racconta quanto patito dalla madre 84enne, a Vienna durante le leggi razziali. Le era anche vietato di sedersi su una panchina o avere assistenza al suo capezzale in punto di morte, perché un'ariana, l'infermiera, non poteva dormire in una casa di ebrei. «Nel nostro piccolo - ha affermato Canopoli - abbiamo voluto ricordare con la letteratura una strage epocale di un popolo intero». (a.n.)
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