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Olbia

Un cavo-trappola per gli escursionisti «Vivi per miracolo»

di Angelo Mavuli
Un cavo-trappola per gli escursionisti «Vivi per miracolo»

Il racconto di uno dei motociclisti dopo l’incidente a Monti Sulla vicenda ora indagano i carabinieri e il corpo forestale

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MONTI. I carabinieri della stazione di Monti e gli ispettori del corpo forestale vogliono vederci chiaro su quel cavo d’acciaio teso tra due alberi in un sentiero di campagna che poteva provocare una tragedia. L’episodio che domenica scorsa nelle campagne di Monti ha visto protagonisti sei appassionati di enduro e quad di Tempio (uno è rimasto ferito in modo non grave) continua a far discutere. Una vera e propria trappola, del tipo usato dai bracconieri, con cavi d’acciaio stirati ad altezza d’uomo fra due alberi. Se ne parla ovunque e sui social network impazzano le foto postate dagli escursionisti i.

A raccontare quanto è accaduto è Salvatore Campus, 28 anni, tecnico in una azienda locale che faceva parte della comitiva. «È successo intorno a mezzogiorno – dice – quando, dopo esserci fermati a Monti per rifocillarci, su consiglio stesso degli abitanti ci siamo recati con i nostri mezzi in una stradina comunale sterrata che costeggia la cantina sociale e che ci avrebbe consentito di andare in direzione di Berchidda».

«Dopo circa due chilometri – prosegue il giovane – il primo motociclista capofila è caduto improvvisamente e inspiegabilmente. Ci siamo fermati e dopo averlo soccorso per delle escoriazioni all’addome, ci siamo resi conto che il nostro compagno aveva impattato contro un cavo d’acciaio steso e ben tirato fra un albero e l’altro, a chiudere il sentiero. Lo stesso cavo da una parte era tenuto stretto da un lucchetto. Una vera e propria trappola, tesa da una persona incosciente che avrebbe potuto provocare danni irreparabili. Il nostro amico fortunatamente ha riportato, solo contusioni lievi». «È comunque una trappola pericolosissima che altrove – dice Salvatore Campus – ha causato anche un decesso». «È d’obbligo anche precisare – dice ancora il giovane – che il sentiero sul quale stavamo passando è uno sterrato pubblico, segnato sulle carte e quindi percorribile da tutti». Sull’episodio, stanno indagando i carabinieri della stazione di Monti e gli uomini della Forestale che sperano di venire a capo della vicenda.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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