Il Pd lancia il suo impegno: «Tra la gente con verità»
I candidati per Camera e Senato rivendicano le battaglie del Governo per i diritti. Bittu: «Rinnovamento non significa rottamazione. Ognuno è un valore aggiunto»
OLBIA. Testa, cuore, verità. Il partito democratico lancia i mantra della sua campagna elettorale. Da forza di governo uscente sa di essere bersaglio facile degli avversari. Ma invece di inseguirli sugli attacchi verbali e la denigrazione personale sceglie di metterci la faccia e andare tra la gente. Per parlare degli obiettivi raggiunti, quelli da portare avanti, dei valori che appartengono al centrosinistra da sempre. Famiglia, diritti, aiuto ai più deboli.
Sala piena al Blu Marine per la prima uscita pubblica in città dei candidati dem alla Camera e al Senato. Pubblico con molti capelli bianchi in sala tra cui si fa spazio la fascia tra i 30 e i 40 anni. Il segretario cittadino Pd, Gian Luca Corda ricorda l’importanza delle riforme portate avanti in questi anni. Pilastri su cui costruire l’Italia di domani. «I nostri rappresentanti hanno cercato di contrastare la grande paura per il futuro dei nostri figli – dice –. In un momento così difficile per il nostro paese il Pd è riuscito a portare a casa tante riforme che hanno consentito al paese di ripartire. Sarebbe drammatico fermare questo percorso».
Appassionato l’intervento del candidato all’uninominale alla Camera Paolo Bittu. Ingegnere, presidente dell’assemblea Pd. Con la sua performance dal palco dà una risposta a distanza a chi aveva accolto con il ghiaccio la sua candidatura. «Qualcuno dice che la mia candidatura arrivi in nome del rinnovamento – afferma –. Mi auguro che questo concetto non sia strettamente legato alla rottamazione. Ognuno di noi ha un percorso, una storia e ciascuno è un valore aggiunto per questo grande progetto che è il Pd e in cui io credo».
Bittu parla poi del valore della cultura e dell’investimento sui giovani. E per farlo sceglie un ricordo molto intimo. «Qualche giorno fa ho perso mio padre. Ricordo quando mi disse che dovevo studiare. Lui era un operaio. Sapevo che avrebbe dovuto affrontare grandi sacrifici economici per mandarmi all’università. Ma stava investendo sul futuro del figlio, sulla sua stabilità economica e sociale. Stava investendo sulla generazione futura. E così anche noi oggi dobbiamo investire sui nostri figli, le frecce che scagliamo sul futuro». Bittu parla poi del valore aggiunto dei piccoli centri, malati cronici di spopolamento. «Un fenomeno su cui con la legge salvaborghi il Governo ha investito importanti risorse – aggiunge Bittu –. Dobbiamo conservare il valore aggiunto dei piccoli centri dietro ai quali ci sono valori storici, linguistici e un patrimonio socioculturale che non dobbiamo perdere». Il candidato traccia poi la rotta. «Dobbiamo scendere tra la gente e raccontare senza fraintendimenti che integrazione non è sinonimo di omologazione, che autonomia non è sinonimo di indipendenza, che sburocratizzazione è velocizzazione di un percorso non facilitazione».
Concentra il suo intervento sulle battaglie per i diritti a firma Pd la candidata al proporzionale alla Camera per il nord Sardegna, Silvia Russel, avvocato. «Il nostro Governo ha dato segnali importanti e concreti per vedere tutelati diritti fondamentali come la salute, la tutela dei ragazzi disabili e delle donne che subiscono violenza». Sul dovere di proseguire l’azione di Governo insiste Gianfranco Ganau, candidato all’uninominale per il Senato. «Abbiamo trovato un paese sull’orlo del baratro, oggi c’è un rilancio dell’economia e la ripresa dell’occupazione. Abbiamo lavorato per i diritti civili. Abbiamo il dovere di proseguire l’azione di Governo e continuare a guidare questo Paese con responsabilità».
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