processo
Pulizia dei canali, nessun falso assolto un imprenditore
OLBIA. Era stato rinviato a giudizio con l’accusa di falsità ideologica. Secondo l’accusa, un imprenditore del sassarese Giacomo Solinas, avrebbe dichiarato falsamente di essere in possesso di una...
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OLBIA. Era stato rinviato a giudizio con l’accusa di falsità ideologica. Secondo l’accusa, un imprenditore del sassarese Giacomo Solinas, avrebbe dichiarato falsamente di essere in possesso di una certificazione quando, nel 2010, partecipò alla gara d’appalto indetta dal Comune per la manutenzione e la pulizia di canali e corsi d’acqua. Ma nell’istruttoria dibattimentale è stata demolita ogni accusa. E il giudice lo ha assolto con formula piena “perché il fatto non sussiste”.
«Il mio assistito ha subito un danno molto pesante: per un anno non ha potuto partecipare a nessuna gara d’appalto indetta dagli enti», commenta l’avvocato Antonio Secci, al termine della lettura della sentenza da parte del giudice monocratico Marco Contu.
Nel 2010, il titolare dell’impresa partecipò al bando indetto dell’amministrazione comunale per la pulizia dei canali. Tra i documenti richiesti, l’attestazione Soa. Secondo l’accusa, l’avrebbe presentata pur sapendo che fosse scaduta dal 2008. Dall’istruttoria dibattimentale – lo stesso imprenditore ha reso spontanee dichiarazioni – è invece emersa un’altra verità. Che l’attestazione Soa non era stata mai presentata dall’imputato proprio perché sapeva che era scaduta. Aveva invece presentato la certificazione Ara (associazione regionale appaltatori), che lo legittimava comunque a partecipare. Nessun inganno nei confronti del Comune, dunque. (t.s.)
«Il mio assistito ha subito un danno molto pesante: per un anno non ha potuto partecipare a nessuna gara d’appalto indetta dagli enti», commenta l’avvocato Antonio Secci, al termine della lettura della sentenza da parte del giudice monocratico Marco Contu.
Nel 2010, il titolare dell’impresa partecipò al bando indetto dell’amministrazione comunale per la pulizia dei canali. Tra i documenti richiesti, l’attestazione Soa. Secondo l’accusa, l’avrebbe presentata pur sapendo che fosse scaduta dal 2008. Dall’istruttoria dibattimentale – lo stesso imprenditore ha reso spontanee dichiarazioni – è invece emersa un’altra verità. Che l’attestazione Soa non era stata mai presentata dall’imputato proprio perché sapeva che era scaduta. Aveva invece presentato la certificazione Ara (associazione regionale appaltatori), che lo legittimava comunque a partecipare. Nessun inganno nei confronti del Comune, dunque. (t.s.)
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