Bagarre in aula e urla prima del voto
In un Consiglio aperto la parola va data a tutti. Al di là del contenuto dell’intervento. Si chiama democrazia. Così non è avvenuto nell’assemblea sul Piano anti-Mancini. La bagarre scoppia quando...
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In un Consiglio aperto la parola va data a tutti. Al di là del contenuto dell’intervento. Si chiama democrazia. Così non è avvenuto nell’assemblea sul Piano anti-Mancini. La bagarre scoppia quando parla il segretario Pd, Gianluca Corda. «Sono uno dei 14 consiglieri che votò il Mancini. Quando si fa l’amministratore ci si deve assumere la responsabilità delle proprie azioni e non avere paura del risultato elettorale». Corda chiede poi spiegazioni sul futuro dell’Agrario che dal Piano Nizzi sembra sparire. «Sono anche dirigente di 2 delle 3 scuole di Olbia più devastate dall’alluvione...». Alle sue spalle urla il sindaco. «Sono della Provincia. Fai un discorso concreto, sul Piano non sulle scuole!». E con un poco cortese riferimento all’altezza di Corda. «Si no v’arrei, piddati lu sgabello», se non ci arrivi prenditi lo sgabello. Corda va avanti. Ma le urla della maggioranza lo travolgono. «Questo intervento è fuori luogo» urla il consigliere Carzedda. La minoranza ribatte: «E chi lo decide?». «Lo decido io – replica –, lo decidiamo noi». Corda riesce a parlare. «Se un nostro caro sta male ci rivolgiamo al primo e più bravo medico. Se poi troviamo i soldi per curarlo dobbiamo farlo quanto prima». Mentre Corda va via lo incalza Nizzi. «Già la prendete la podda. Non avete bisogno nemmeno di guardare i risultati». (se.lu.)
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