Corruzione in Costa Smeralda a giudizio l’ex dirigente Matiz
Arzachena, è stato rinviato a giudizio insieme ad altri due professionisti. Processo al via a settembre L’accusa: avrebbe intascato 20mila euro per un ampliamento del 60 per cento di Villa Carruba
ARZACHENA. L’accusa è di corruzione. E al centro della vicenda giudiziaria che nel 2014 portò agli arresti domiciliari l’ex capo dell’ufficio tecnico di Arzachena, Antonello Matiz, e altri due professionisti, Francesco Lavorato e Maurizio Maccioni, c’è l’ampliamento del 60 per cento di Villa Carruba, a Romazzino. All’ex capo dell’ ufficio tecnico, viene contestato di aver preso una busta con all’interno 20mila euro, fatta arrivare a lui dall’amministratore della società che amministra la villa, al fine di ottenere l’autorizzazione all’ampliamento.
Ieri, il dirigente arzachenese, difeso dagli avvocati Nicola Satta e Gerolamo Orecchioni, è stato rinviato a giudizio dal gup del tribunale di Tempio, Giuseppe Grotteria, insieme a Francesco Lavorato, amministratore della società immobiliare Rufus srl che amministra Villa Carrubba (residenza di un oligarca russo), difeso dall’avvocato Stefano Valentini, e al geometra Fabrizio Maccioni, geometra originario di Nuoro ma residente ad Olbia, che lavora per lo studio professionale dei fratelli di Antonello Matiz, assistito dall’avvocato Jacopo Merlini. Richiesta di patteggiamento a otto mesi è stata presentata per Emanuele Mandaresu, difeso dall’avvocato Mario Delitala.
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Una scelta dettata per uscire fuori dal circuito processuale. Secondo l’accusa, l’operaio avrebbe sistemato pannelli in cartongesso, su richiesta di Lavorato, per nascondere i locali abusivi di Villa Carruba. Il reato contestato è di frode processuale. Il giudice ha stralciato la sua posizione e si è riservato sul patteggiamento, rinviando al 19 aprile.
Nel corso dell’udienza preliminare, i difensori hanno sollevato una serie di eccezioni, sollecitando il non luogo a procedere per i loro assistiti. Opposta la decisione del gup. Che li ha rinviati tutti e tre a giudizio. Il processo davanti al tribunale in composizione collegiale prenderà il via il 19 settembre.
L’inchiesta prese avvio alla fine di ottobre del 2014, quando i finanzieri del nucleo di polizia tributaria di Sassari raccolsero la testimonianza di un geometra di Arzachena. Il quale riferì le indiscrezioni di Francesco Lavorato, che avrebbe affermato di aver pagato per ottenere le autorizzazioni all’ampliamento del 60 per cento di Villa Carruba.
L’arresto dei tre venne disposto dalla procura della Repubblica di Tempio per una presunta tangente da 20mila euro che Francesco Lavorato avrebbe elargito tramite Fabrizio Maccioni (che si sarebbe proposto come direttore dei lavori), all’ex capo dell’ufficio tecnico del Comune di Arzachena, Antonello Matiz, al fine di ottenere l’autorizzazione ad ampliare le cubature della villa.
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