Pastini, giunta sotto accusa «Quel muro non si tocca»
di Angelo Mavuli
Fa discutere la decisione di usare la parete di granito come spazio elettorale Il Pd e il gruppo “Ripensare Tempio” protestano: «È uno sfregio alla storia»
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TEMPIO. Dopo la rivolta degli abitanti di Pastini, contro la decisione della giunta di usare come spazio elettorale l’antico muro in granito, ieri a protestare con forza sono stati il gruppo consiliare “Ripensare Tempio” di Antonio Addis, Daniela Campra e Sebastiana Carta, e il Pd con il suo segretario Mario Addis.
«La pesante critica della città, espressa in diversi modi – dice “Ripensare Tempio” – ha indotto la giunta a ingaggiare una ditta specializzata per ripulire il muro di Pastini, scelto dall’esecutivo per l’affissione dei manifesti di propaganda elettorale e già appositamente fatto tracciare. Come gruppo di minoranza chiediamo come la giunta abbia potuto pensare di sacrificare pezzi di storia della città per simili usi. Il muro di Pastini, a tutti gli effetti, scrivono è un pezzo di storia fatto costruire un centinaio di anni fa da esperti muratori e scalpellini in granito bugnato. Un’autentica opera d’arte che forse per la sua imponenza era stata risparmiata dai vandali e che l’amministrazione non ha esitato invece a deturpare con riquadri per i manifesti. Una decisione incomprensibile assunta dalla giunta e annullata con una clamorosa retromarcia sotto la spinta della protesta popolare». Ripensare Tempio pone anche una serie di domande sui danni di immagine per la città, sui danni economici e sull’esito degli interventi di pulizia, peraltro non ancora iniziati sino alle 13 di ieri. «Interventi di pulizia – dice ancora “Ripensare Tempio” – che, oltre i costi, non è detto che riportino l’opera alla primaria condizione». Dai tre consiglieri infine, il grazie ai cittadini che «con le loro forti rimostranze hanno costretto la giunta a cambiare decisione».
Dura anche la protesta di Mario Addis del Pd che parla di «sfregio alla città». «Significativo – dice – dell’attenzione che questa giunta riserva a Tempio e ai suoi conclamati progetti di riqualificazione e di rilancio, rimasti finora lettera morta e vuoti proclami». Secondo Mario Addis, che si chiede inoltre «chi pagherà i danni economici per l’errore», la vicenda presenta anche altri aspetti gravissimi. «La giunta, nel tentativo di sottrarsi alle sue colpe, poco nobilmente – aggiunge il segretario Pd – scarica la responsabilità della delibera su alcuni funzionari del Comune che però hanno l’obbligo di legge di adempiere alle volontà della giunta senza discutere». Infine l’attacco finale di Mario Addis ad Anna Paola Aisoni, «puntigliosa con la precedente giunta Frediani, ma sistematicamente silenziosa invece davanti ai danni della sua stessa giunta».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
«La pesante critica della città, espressa in diversi modi – dice “Ripensare Tempio” – ha indotto la giunta a ingaggiare una ditta specializzata per ripulire il muro di Pastini, scelto dall’esecutivo per l’affissione dei manifesti di propaganda elettorale e già appositamente fatto tracciare. Come gruppo di minoranza chiediamo come la giunta abbia potuto pensare di sacrificare pezzi di storia della città per simili usi. Il muro di Pastini, a tutti gli effetti, scrivono è un pezzo di storia fatto costruire un centinaio di anni fa da esperti muratori e scalpellini in granito bugnato. Un’autentica opera d’arte che forse per la sua imponenza era stata risparmiata dai vandali e che l’amministrazione non ha esitato invece a deturpare con riquadri per i manifesti. Una decisione incomprensibile assunta dalla giunta e annullata con una clamorosa retromarcia sotto la spinta della protesta popolare». Ripensare Tempio pone anche una serie di domande sui danni di immagine per la città, sui danni economici e sull’esito degli interventi di pulizia, peraltro non ancora iniziati sino alle 13 di ieri. «Interventi di pulizia – dice ancora “Ripensare Tempio” – che, oltre i costi, non è detto che riportino l’opera alla primaria condizione». Dai tre consiglieri infine, il grazie ai cittadini che «con le loro forti rimostranze hanno costretto la giunta a cambiare decisione».
Dura anche la protesta di Mario Addis del Pd che parla di «sfregio alla città». «Significativo – dice – dell’attenzione che questa giunta riserva a Tempio e ai suoi conclamati progetti di riqualificazione e di rilancio, rimasti finora lettera morta e vuoti proclami». Secondo Mario Addis, che si chiede inoltre «chi pagherà i danni economici per l’errore», la vicenda presenta anche altri aspetti gravissimi. «La giunta, nel tentativo di sottrarsi alle sue colpe, poco nobilmente – aggiunge il segretario Pd – scarica la responsabilità della delibera su alcuni funzionari del Comune che però hanno l’obbligo di legge di adempiere alle volontà della giunta senza discutere». Infine l’attacco finale di Mario Addis ad Anna Paola Aisoni, «puntigliosa con la precedente giunta Frediani, ma sistematicamente silenziosa invece davanti ai danni della sua stessa giunta».
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