La Nuova Sardegna

Olbia

Sparò a due portoricani: 30enne rinviato a giudizio

di Tiziana Simula
Sparò a due portoricani: 30enne rinviato a giudizio

L’autotrasportatore di Loiri Fabrizio Lucianu è accusato di tentato omicidio A dicembre di due anni fa la rissa conclusa a colpi di pistola in zona Bandinu

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OLBIA. Aveva sparato alcuni colpi di pistola contro due portoricani, ferendone uno, Victor Josè Garcia Quiroz. Per l’accusa, Fabrizio Lucianu, 30 anni, autotrasportatore di Loiri, aveva sparato per uccidere. Ieri è stato rinviato a giudizio con l’accusa di tentato omicidio e detenzione illegale di arma. Il processo per il giovane imprenditore, assistito dagli avvocati Ettore Licheri e Pasquale Ramazzotti, si aprirà il 18 luglio davanti al tribunale in composizione collegiale.

La vicenda risale al 18 dicembre 2016. Davanti ad un bar in zona Bandinu, c’è un’accesa discussione tra l’autotrasportatore e due fratelli portoricani che finisce a colpi di pistola. Lucianu viene ricercato da polizia e carabinieri: sospettano che ad aver sparato sia lui Dopo neanche un giorno, è lo stesso autotrasportatore, accompagnato dal suo avvocato, Ettore Licheri, a presentarsi in commissariato e ad indicare dove trovare la pistola (era nascosta in una campagna di Loiri). Lucianu dice di aver sparato un colpo, uno solo, per difendersi dall’aggressione dei due dominicani. Per la Procura, invece, l’uomo avrebbe esploso più colpi «diretti in modo non equivoco ad uccidere Victor Josè Garcia Quiroz». Il portoricano viene ferito ad un braccio.

All’autotrasportatore viene contestata la detenzione illegale di una Beretta 7.65 con la quale avrebbe sparato.

Il litigio esplode la domenica pomeriggio, intorno alle 14,30, fuori da un bar, in via Vicenza. Lì Luciano avrebbe dato appuntamento a uno dei due dominicani. Nella denuncia che gli stranieri consegnano al loro legale, sostengono che si dovevano vedere per mettere fine a un periodo di tensione. I due fratelli dicono che Luciano da un po' di tempo impauriva uno di loro e che all'origine della tensione ci sarebbe una donna, che non avrebbe alcuna colpa. Una ragazza con la quale prima aveva avuto una relazione uno dei due dominicani, e successivamente Fabrizio Lucianu. L'incontro è diventato subito tesissimo, secondo alcuni testimoni sentiti dagli investigatori. Secondo quanto riferito da Lucianu al suo avvocato, Licheri, i due dominicani (nel frattempo l'operaio era stato raggiunto dal fratello) erano armati. Avevano una scimitarra, una spada usata nei paesi islamici. Per difendersi, secondo quanto detto da Luciano a polizia e carabinieri, è uscito fuori dal bar, è andato in macchina, ha preso una pistola (una Beretta 767) e ha esploso un colpo di pistola contro di loro per spaventarli e farli scappare. Secondo i dominicani, più di un colpo è stato esploso e uno dei fratelli è rimasto ferito. Ieri il rinvio a giudizio deciso dal gup Giuseppe Grotteria.

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