Fuoco di fila contro il Puc: «Negato il confronto»
di Walkiria Baldinelli
La minoranza in consiglio comunale contesta l’amministrazione Ragnedda «Uno spot elettorale. Nessun approfondimento. Speriamo nelle linee guida»
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ARZACHENA. Le minoranze commentano la seduta aperta del consiglio comunale per presentare la prima proposta del Puc, redatta con le linee guida indicate dalla precedente amministrazione. «Avrebbero dovuto indire una conferenza stampa – afferma Gigi Astore, capogruppo di “Arzachena bene comune” – perché i tecnici hanno illustrato alcuni atti, la delegata all'Urbanistica ha annunciato che l'amministrazione cestina la proposta, ma non c'è stata discussione con interventi di consiglieri, né del pubblico in aula. In barba alla tanto sventolata trasparenza è mancata la discussione con i cittadini, il Consiglio e le commissioni su un argomento strategico».
Il giorno dopo la presentazione lampo della prima proposta del Puc, i capigruppo delle opposizioni fanno commenti politici, non tecnici. «È stato l'ennesimo spot elettorale di una maggioranza che rivendica il potere di decidere sul governo del territorio, ma che sembra incapace di esercitarlo – dichiara Maria Giagoni, capogruppo di “Nuova Arzachena” –. L'ipotesi illustrata era pronta da febbraio 2017. Il sindaco e la sua maggioranza hanno avuto un tempo lunghissimo per studiare la documentazione e già da mesi avrebbero potuto consultare i portatori di interesse, ma così non è stato. Fanno sorridere le dichiarazioni su condivisione e trasparenza, considerato che al consigliere di minoranza è stato negato l'accesso agli atti, mentre altri della maggioranza sembravano ben informati sull'argomento. La maggioranza ha voluto un pubblico per leggere un bel proclama in cui si parla di ascolto e decisioni da prendere insieme ai cittadini, ma non ha dato la parola a nessuno dei presenti in aula, pur essendo un Consiglio aperto. Ci auguriamo che la fase di ascolto, che dovrebbe condurre alla modifica o alla predisposizione delle nuove linee guida, venga avviata celermente e che l'inerzia di questa amministrazione non porti a nuovi contenziosi con i tecnici incaricati. Se il Puc predisposto non va bene, l'amministrazione si faccia carico di dare nuove indicazioni tecniche e politiche per dare regole certe e pianificare il territorio».
Incalza Gigi Astore: «La maggioranza è confusa, non ha senso presentare un quinto del piano elaborato. Se aveva già deciso di non condividere le linee di indirizzo ha solo messo in imbarazzo i tecnici e deluso i cittadini che, come noi consiglieri di minoranza, pensavano di poter chiedere chiarimenti. Si è parlato solo di zone turistiche della costa, Porto Cervo e Cannigione, nessun approfondimento sul centro storico o sulle zone di espansione e artigianali. Non facciamo commenti tecnici perché non abbiamo potuto esaminare gli atti chiesti 45 giorni fa. È stato detto che non c'erano, ma poi come per magia gli atti si sono materializzati il giorno del Consiglio. Vogliamo sapere se sia stata o meno depositata tutta la documentazione, forse è questo il motivo del diniego al mio accesso agli atti».
Il giorno dopo la presentazione lampo della prima proposta del Puc, i capigruppo delle opposizioni fanno commenti politici, non tecnici. «È stato l'ennesimo spot elettorale di una maggioranza che rivendica il potere di decidere sul governo del territorio, ma che sembra incapace di esercitarlo – dichiara Maria Giagoni, capogruppo di “Nuova Arzachena” –. L'ipotesi illustrata era pronta da febbraio 2017. Il sindaco e la sua maggioranza hanno avuto un tempo lunghissimo per studiare la documentazione e già da mesi avrebbero potuto consultare i portatori di interesse, ma così non è stato. Fanno sorridere le dichiarazioni su condivisione e trasparenza, considerato che al consigliere di minoranza è stato negato l'accesso agli atti, mentre altri della maggioranza sembravano ben informati sull'argomento. La maggioranza ha voluto un pubblico per leggere un bel proclama in cui si parla di ascolto e decisioni da prendere insieme ai cittadini, ma non ha dato la parola a nessuno dei presenti in aula, pur essendo un Consiglio aperto. Ci auguriamo che la fase di ascolto, che dovrebbe condurre alla modifica o alla predisposizione delle nuove linee guida, venga avviata celermente e che l'inerzia di questa amministrazione non porti a nuovi contenziosi con i tecnici incaricati. Se il Puc predisposto non va bene, l'amministrazione si faccia carico di dare nuove indicazioni tecniche e politiche per dare regole certe e pianificare il territorio».
Incalza Gigi Astore: «La maggioranza è confusa, non ha senso presentare un quinto del piano elaborato. Se aveva già deciso di non condividere le linee di indirizzo ha solo messo in imbarazzo i tecnici e deluso i cittadini che, come noi consiglieri di minoranza, pensavano di poter chiedere chiarimenti. Si è parlato solo di zone turistiche della costa, Porto Cervo e Cannigione, nessun approfondimento sul centro storico o sulle zone di espansione e artigianali. Non facciamo commenti tecnici perché non abbiamo potuto esaminare gli atti chiesti 45 giorni fa. È stato detto che non c'erano, ma poi come per magia gli atti si sono materializzati il giorno del Consiglio. Vogliamo sapere se sia stata o meno depositata tutta la documentazione, forse è questo il motivo del diniego al mio accesso agli atti».
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