La clinica Michelangelo dal gip il perito: «Nessuna negligenza»

Incidente probatorio incentrato sugli accertamenti eseguiti dallo specialista nominato dal tribunale Sotto accusa per presunte lesioni a 3 pazienti il chirurgo plastico e il responsabile dello studio medico

OLBIA. Ha riferito e confermato davanti al pubblico ministero e al gip quanto contenuto nella perizia da lui redatta e depositata: nessuna condotta colposa è emersa nei confronti del chirurgo plastico Raffaele Ceccarino e del legale rappresentante della Clinica Michelangelo, Michele Mossa. I due sono finiti sotto inchiesta con l’accusa di presunte lesioni a tre pazienti che si erano sottoposte a interventi di chirurgia plastica nella clinica di via Capo verde: mastoplastica additiva (aumento del seno) e addominoplastica (riduzione della pancia). Lo specialista in medicina legale, il dottor Nicola Lenigno, era stato incaricato nell’ottobre scorso dal giudice di eseguire una perizia sulle tre pazienti per accertare se ci fossero state lesioni imputabili al chirurgo e alla clinica.

Ieri, in sede di incidente probatorio, il perito ha riferito al pubblico ministero Nadia La Femina e al gip Andrea Pastori – presenti i difensori degli indagati, gli avvocati Giampaolo Murrighile e Domenico Putzolu, e delle parti offese, gli avvocati Egidio Caredda ed Edoardo Morette – quanto emerso dagli accertamenti eseguiti. Il perito ha risposto alle numerose domande e alle richieste di chiarimenti sollecitati dal pubblico ministero. Lo specialista ha confermato quanto scritto nella perizia: gli accertamenti eseguiti sulla documentazione clinica e sui risultati emersi dalla visita medico-legale delle tre pazienti, esclude la rilevanza penale delle condotte del chirurgo, degli anestesisti e della clinica. Nei loro confronti, non è emersa nessuna condotta colposa. Nessun profilo di negligenza, imperizia e imprudenza. E mai le pazienti sono state in pericolo di vita.

Una perizia che conforta la difesa che ha sempre sostenuto la regolarità dei trattamenti eseguiti nella struttura.

La perizia dello specialista è stata contrastata dalle perizie di parte redatte dai legali delle persone offese. L’avvocato Egidio Caredda che tutela due delle tre pazienti, ha formulato un’istanza con la quale ha richiesto una nuova perizia del tribunale. Richiesta respinta dal giudice, così come la richiesta di integrazioni alla perizia esistente. Con l’audizione del perito, l’incidente probatorio, che era stato richiesto dal pubblico ministero, si è concluso.

«Riteniamo che la vicenda sia stata totalmente chiarita – dice l’avvocato Murrighile – Siamo fiduciosi che il pubblico ministero chieda l’archiviazione, e se non dovesse farlo spontaneamente, la solleciteremo noi».

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