Denuncia in consiglio comunale: saccheggiato l’ex hotel Limbara
di Angelo Mavuli
Fa discutere l’interrogazione presentata dall’ex assessore ai Servizi sociali Alessandra Amic Dall’albergo di Curradureddu sono scomparsi arredi, stoviglie, elettrodomestici e biancheria
2 MINUTI DI LETTURA
TEMPIO. L’hotel Limbara di Curradureddu, sarebbe stato oggetto in tempi diversi di una serie di scorribande e furti di attrezzature, mobili, arredi e corredi con un danno tutto ancora da quantificare. La notizia, da tempo nota in città e sempre commentata con grande indignazione dalla gente, finisce adesso all’attenzione del consiglio comunale con una interrogazione presentata da Alessandra Amic. Ex assessore ai Servizi sociali, dimissionata alla fine del 2017 per incompatibilità con il sindaco Andrea Biancareddu, la Amic in qualità di consigliere accusa anche diversi funzionari comunali, (all’infuori di un funzionario dell’Ufficio tecnico, indicato per nome e cognome), di non avere ottemperato alle sue richieste di chiarimenti sull’argomento.
La consigliera che di mestiere fa l’avvocato, documenta l’accusa dei saccheggi ai danni del “disgraziato albergo di proprietà comunale, mai decollato”, con un preciso elenco di materiale rubato, redatto il 26 ottobre scorso, dall’architetto Giancarmelo Serra, dirigente dell’ufficio tecnico comunale e di Marcello Ronchi, funzionario dello stesso ufficio. Sono stati sottratti dall’albergo alla data del 26 ottobre scorso, rispetto alla dotazione originaria all’atto della consegna, 22 comodini, 10 sedie da camera, 2 scrivanie, 10 frigo bar, 7 specchi e 14 televisori da camera, 38 reti in metallo, 4 lampade da camera, 4 copri letti, e le lenzuola di tutte le camere. L’elenco continua con una bilancia elettronica, un fabbricatore di ghiaccio, un affetta carne, un sega osso, una bistecchiera, una insaccatrice, un armadio frigo diversi scafali in numero non precisato, 30 sedie, 14 tavoli per bar ristorante. E ancora un piano lavoro di 55 centimetri per 60 con 4 cassetti e relativi ripiani e sportelli. Hanno fatto parte del bottino anche gli arredi bagno di servizio riservato al personal di cucina.
«Per quanto riguarda le stoviglie, cioè pentole, piatti, posate, bicchiere – recita testualmente il verbale dei due funzionari comunali – nel progetto originario non erano stai quantificati e quindi non è possibile stabilire se e quanti ne manchino. Considerato che erano previste 160 sedie per il bar e ristorante, si presume che dovessero essercene in proporzione al suddetto numero di utenti».
L’interrogazione, che non ha suscitato sicuramente stupore è stata liquidata da Gianni Addis, assessore comunale di riferimento, senza entrare nel merito, adducendo come giustificazione la denuncia presentata il 13 gennaio scorso per inadempimenti contrattuali contestati alla ditta conduttrice e consociate rispetto al contratto di locazione. Circostanza che non ha soddisfatto Alessandra Amic che invece chiede alla giunta comunale un’azione penale volta ad accertare eventuali reati. La storia del saccheggio dell’hotel Limbara, alla luce di indiscrezioni, sarebbe ancora tutta da scrivere.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
La consigliera che di mestiere fa l’avvocato, documenta l’accusa dei saccheggi ai danni del “disgraziato albergo di proprietà comunale, mai decollato”, con un preciso elenco di materiale rubato, redatto il 26 ottobre scorso, dall’architetto Giancarmelo Serra, dirigente dell’ufficio tecnico comunale e di Marcello Ronchi, funzionario dello stesso ufficio. Sono stati sottratti dall’albergo alla data del 26 ottobre scorso, rispetto alla dotazione originaria all’atto della consegna, 22 comodini, 10 sedie da camera, 2 scrivanie, 10 frigo bar, 7 specchi e 14 televisori da camera, 38 reti in metallo, 4 lampade da camera, 4 copri letti, e le lenzuola di tutte le camere. L’elenco continua con una bilancia elettronica, un fabbricatore di ghiaccio, un affetta carne, un sega osso, una bistecchiera, una insaccatrice, un armadio frigo diversi scafali in numero non precisato, 30 sedie, 14 tavoli per bar ristorante. E ancora un piano lavoro di 55 centimetri per 60 con 4 cassetti e relativi ripiani e sportelli. Hanno fatto parte del bottino anche gli arredi bagno di servizio riservato al personal di cucina.
«Per quanto riguarda le stoviglie, cioè pentole, piatti, posate, bicchiere – recita testualmente il verbale dei due funzionari comunali – nel progetto originario non erano stai quantificati e quindi non è possibile stabilire se e quanti ne manchino. Considerato che erano previste 160 sedie per il bar e ristorante, si presume che dovessero essercene in proporzione al suddetto numero di utenti».
L’interrogazione, che non ha suscitato sicuramente stupore è stata liquidata da Gianni Addis, assessore comunale di riferimento, senza entrare nel merito, adducendo come giustificazione la denuncia presentata il 13 gennaio scorso per inadempimenti contrattuali contestati alla ditta conduttrice e consociate rispetto al contratto di locazione. Circostanza che non ha soddisfatto Alessandra Amic che invece chiede alla giunta comunale un’azione penale volta ad accertare eventuali reati. La storia del saccheggio dell’hotel Limbara, alla luce di indiscrezioni, sarebbe ancora tutta da scrivere.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
