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Sughero, si studiano le strategie di rilancio

Sughero, si studiano le strategie di rilancio

A Calangianus il Focus group sulla programmazione. Caria: ragioniamo seriamente sulle criticità

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CALANGIANUS. Necessità di fare sintesi sui punti di forza, di debolezza, sulle minacce che pendono sul settore, sulle criticità e sulle opportunità evidenti del comparto sughero (forestazione e prodotti da immettere nel mercato). Queste alcune delle conclusioni del “Focus Group su Programmazione e valorizzazione della sughericultura :stato dell’arte e futuri scenari futuri”, promossa dalla Rete rurale nazionale e svoltosi nel salone comunale. Tematiche discusse in due sessioni di lavoro: “Situazione e criticità” e “Proposte, soluzioni, prospettive”. Presenti docenti universitari (Sandro Dettori di Sassari e Donato Lamelavacca di Palermo), funzionari di enti regionali, tecnici di laboratori delle aziende e naturalisti, sindacalisti e sughericultori.

«Il ricco patrimonio di contenuti, proposte, preoccupazioni , esperienze e dati,- ha detto Andrea Cutini di Crea - occorre farlo convergere in un consesso collegiale operativo e le cui risultanze ottengano risposte adeguate da Roma e Cagliari per rilanciare la sughericoltura. In primis sviluppare la ricerca , non dimenticando che il sughero interessa tre assessorati regionali. E’ anche forte la necessità di dar vita a una mappatura delle sugherete, a oggi assente. Occorre, però, conoscere a fondo ciò che sta avvenendo nelle sugherete, perché c’è ormai un evidente degrado e deperimento che pregiudica il futuro». Poi si sono poste due domande. Il sughero grezzo è punto di forza o punto debole della filiera? La seconda: come ridurre l’esportazione di sughero grezzo, incredibilmente aumentata negli ultimi anni, e ritornare a mantenere il valore aggiunto nel luogo di produzione sughericola? Si dovrebbe puntare anche ad una certificazione forestale e porre fine all’abbandono culturale delle sugherete anche di quelle impiantate con finanziamenti regionali negli ultimi decenni ed abbandonate. Sulle prime sembrava di essere tornati indietro di decenni a sentire problematiche che già nei tempi d’oro del sughero si affrontavano alla Fiera del sughero. Come quando da più parti si è auspicato che la Stazione Sperimentale del sughero, oggi Agris e senza assunzioni da trent’anni, riprenda il suo ruolo di ricerca a sostegno delle imprese. «Dopo questi incontri , altri ne seguiranno - ha aggiunto Cutini -: - vogliamo dare indicazioni strategiche alla nuova programmazione» .Il sindaco Albieri ha parlato della crisi «impressionante se non drammatica del comparto e ha ricordato le occasioni sprecate in passato. Dal Piano Sughericolo Nazionale del ministro Pecoraro Scanio del 2000, alla mancata applicazione dell’art. 31 legge Forestas e al niente prodotto dal tavolo tecnico sul sughero istituito in Regione alcuni anni fa».

A inizio lavori aveva portato il suo saluto Pier Luigi Caria, assessore regionale dell’Agricoltura: «Per far ripartire il comparto della sughericoltura – ha detto - e riconquistare il ruolo che ci apparteneva in un passato non troppo lontano, dobbiamo fare un ragionamento serio sulle criticità che hanno investito il comparto isolano e sulle evoluzioni di mercato che hanno accompagnato i nostri competitor internazionali». (p.z.)

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