Per le concessioni e il rilascio delle licenze ci sarà una disciplina più semplice
Il disegno di legge approvato dal consiglio regionale è di pochi giorni fa. L’obiettivo è garantire lo stesso trattamento economico alle imprese di acquacoltura, sia che si tratti di cooperative...
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Il disegno di legge approvato dal consiglio regionale è di pochi giorni fa. L’obiettivo è garantire lo stesso trattamento economico alle imprese di acquacoltura, sia che si tratti di cooperative oppure di imprese con una forme giuridiche diverse. La legge semplifica anche la disciplina sul rilascio delle licenze distinguendo nettamente tra pesca professionale e pesca sportiva. In quest'ultimo caso, in particolare, dall’inizio del 2019 la licenza sarà solo la una ricevuta di versamento della tassa di concessione regionale e andrà esibita insieme a un documento di identità. Insomma, non sarà più richiesto il tesserino come nel caso della pesca professionale. L’altra novità, grazie a un emendamento presentato dal Partito dei sardi, è l’impegno del Consiglio a presentare un disegno di legge per l'istituzione della Direzione autonoma della pesca, acquacoltura e politiche del mare, ora invece accorpata a quella che si occupa di agricoltura. Lo scopo è quello di valorizzare il ruolo della pesca e dell'acquacoltura nello sviluppo della Sardegna e garantire un efficace coordinamento delle politiche e delle azioni regionali anche per quanto riguarda i finanziamenti europei. Come ha detto l'assessore all'Agricoltura, Pier Luigi Caria, «è un intervento che mette fine all’emarginazione di un settore che da sempre grandi numeri. La Sardegna ha la seconda marineria d’Italia per imbarcazioni sotto i dodici metri e la terza per battelli più grandi, dopo Sicilia e Puglia».
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