La Nuova Sardegna

Olbia

Donna morta, indagato il compagno

di Tiziana Simula

L’avvocato: «Fiducioso sulle indagini». Sequestrati dal Ris oggetti della camera d’albergo. Eseguita in serata l’autopsia

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OLBIA. Un volo di 15, 18 metri e la fine terrificante di una vita ancora tutta da vivere e di un amore burrascoso. Gli specialisti del Ris di Cagliari sono ritornati ieri in via Garibaldi, nella suite dell’hotel Panorama, per eseguire i rilievi e raccogliere elementi utili a ricostruire la terribile morte di Magdalena Monika Jozwiak, 39 anni, polacca, che in quella stanza d’albergo aveva trascorso la notte insieme al suo compagno, Marco Messina, 44 anni, olbiese, manutentore e giardiniere, prima di morire dopo un volo dal quinto piano. Una notte movimentata, tra un mix micidiale di coca e alcol e, forse, l’ennesima litigio. Alle 6.45, il tonfo, nel silenzio delle prime ore del giorno. Il corpo nudo di Magdalena si è schiantato al suolo, dopo aver urtato con la testa e rotto il cornicione in marmo di un terrazzo sottostante. Per la sua morte, la Procura di Tempio ha indagato il compagno. Dagli atti trapela un’imputazione per omicidio. Si tratta di un’iscrizione tecnica per consentire una serie di accertamenti per fare luce su quanto accaduto. «Ad oggi non c’è nei confronti del mio assistito una formale contestazione di una condotta omicidiaria», spiega l’avvocato Giampaolo Murrighile.

Nessuna ipotesi è ancora esclusa dagli inquirenti – le indagini sono condotte dai carabinieri del reparto territoriale di Olbia, guidati dal colonnello Alberto Cicognani, e coordinati dal procuratore Andrea Garau –. Suicidio, omicidio. O incidente. Perché, da quella finestra, Magdalena Monika sarebbe uscita volontariamente, come emerge da una prima ricostruzione dei fatti e dai rilievi esterni eseguiti dagli investigatori, che hanno evidenziato delle impronte delle mani sulla vetrata. La donna ha fatto qualche passo sul cornicione. Per poi cadere giù. Volontariamente, spinta, o scivolata. Tutto ancora da accertare.

La dinamica della caduta è stata ricostruita dai Ris attraverso l’utilizzo di una nuova strumentazione che spara il laser sui reperti e consente la ricostruzione di una grafica in 3 D. Ieri, i rilievi dei Ris si sono svolti per tutta la giornata esclusivamente nella suite. All’interno, un grande subbuglio. La Procura ha sequestrato abiti e cellulari della coppia, e una macchina fotografica.

In serata, il medico legale Vindice Mingioni ha effettuato l’autopsia sul corpo della vittima, i cui risultati saranno importanti non solo per accertare le cause della morte ma anche per verificare se ecchimosi ed ematomi riscontrate sul corpo della donna e del compagno possano essere frutto di una eventuale collutazione tra i due. Alcuni testimoni dicono di aver sentito i due litigare animatamente. Gli investigatori stanno interrogando diverse persone, tra le quali alcuni dipendenti dell’hotel. Si scava nella vita della coppia. La relazione tra loro andava avanti da anni, da quando Marco Messina si era separato dalla moglie: un legame tanto burrascoso quanto forte, segnato anche da un arresto per maltrattamenti, nel 2014. Lei, però, nonostante i litigi, ritornava sempre da lui.

Messina è ancora ricoverato all’ospedale di Olbia. Appena si riprenderà, sarà interrogato.

«Il mio assistito sta vivendo un grandissimo dramma, dettato dal dolore e dallo sconforto per la perdita della propria compagna – commenta l’avvocato Murrighile – ma dal punto di vista delle indagini siamo molto sereni e attendiamo che l’autorità giudiziaria completi ogni indagine, anche sul piano tecnico e scientifico, per fare chiarezza al più presto».

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