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Olbia

Il piano della svolta per il centro storico: Calangianus ci crede

di Pietro Zannoni
Il piano della svolta per il centro storico: Calangianus ci crede

Affollato workshop con la facoltà di Architettura di Alghero Billecci: tanti progetti di alta qualità per un vero recupero

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CALANGIANUS. «Il nostro obiettivo, è di usufruire al più presto di un piano particolareggiato a dimensione uomo in grado di soddisfare soprattutto coloro che vorrebbero viverci. Puntiamo a contrastare il degrado, lo spopolamento con un percorso virtuoso». Le parole sono state quelle del sindaco Fabio Albieri durante il workshop di lavoro sul piano particolareggiato nel centro storico.

«Sinora si sono svolti tanti studi – ha esordito il professor Bruno Billecci della Facoltà di Architettura, che ha supportato il piano- e ora si ha un buon livello di conoscenza sugli edifici grazie a rilievi concretizzatisi in cinque tesi e in tanta documentazione cartografia. Si sono raccolti opinioni e ricordi suggestioni di chi abita o di chi ha abitato quei luoghi. E’ ben noto che se non si ha un rapporto con chi vi ha vissuto lì e non si tiene conto delle aspettative della popolazione, tutti i progetti di alta qualità per il recupero di un centro storico sono falliti»

I tecnici presenti (assenti i proprietari degli edifici), si sono divisi per tavoli di lavoro con diversi temi: l’archittetura, lo spazio fisico e l’identità; la potenzialità abitativa e le aspettative della popolazione; i servizi del centro storico; le attività produttive: cosa serve per richiamare persone a lavorare.

I tecnici, durante il confronto, hanno sottolineato un aspetto: «Il problema non è conservare ma vitalizzare, perché anche quando in certi centri storici è stata proposta la zona pedonale è successo davvero di tutto». E’ stato quindi evidenziata la lenta decadenza el centro storico di Calangianus quando tutti cercavano lotti in zone C sottolineando le scomodità delle case nel cuore del paese a partire dagli anni 70-80.

Altri argomenti discussi: il restauro conservativo, i materiali da usare e la contraddizione «di alcuni edifici recenti che, in sè, non hanno alcun valore ma essendo in un centro storico possono condizionare gli edifici storic»i. Ricordati anche gli effetti negativi, a fine anni ’60, della Legge ponte, quando in tanti nel centro storico si accaparrarono spazi e volumi con gravi conseguenze estetiche. Vivace il tavolo in cui ci si interrogava sul perché Calangianus abbia perso la sua particolarità : l’opificio sotto casa. Oggi, a un giovane imprenditore, il Comune non offre nemmeno un mini lotto per tirar su un laboratorio. E la zona industriale non interessa più a nessuno. C’è stato anche un ragazzo che,a nome di chi non vuole lasciare il paese, quasi ha lanciato un appello: «Vorrei abitare nel centro storico». Consapevole dei limiti che ciò comporta, occorre che sia aiutato dagli strumenti urbanistici e dal contributo pubblico. D’altra parte, se non vanno i giovani nel centro storico chi ci andrà?

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