Olbia, il compagno della donna precipitata dall'hotel: «L'amavo, non ho colpe»

Marco Messina, indagato per la morte della compagna caduta dal quinto piano, ha negato ogni responsabilità

OLBIA. Ha risposto a tutte le domande. Ricostruendo quella nottata finita in tragedia e ripetendo agli inquirenti ciò che aveva già detto ai carabinieri che lo avevano trovato disperato davanti al corpo senza vita di Magdalena Monika Jozwiak: che lui, per quella morte, non ha nessuna responsabilità. Che aveva sentito un tonfo improvviso e dopo averla cercata in bagno, si era affacciato alla finestra facendo la terribile scoperta. Che quella donna, lui la amava. Lei era l’amore della sua vita. Marco Messina, 44 anni di Olbia, indagato per la morte della sua compagna, Magdalena Monika Jozwiak, 39 anni, polacca, volata giù dal quinto piano di un albergo, è stato interrogato ieri dal procuratore facente funzioni di Tempio Andrea Garau e dal pubblico ministero Laura Bassani.

Un interrogatorio coperto dal più assoluto riserbo, da cui non trapela nulla se non la conferma della versione che Messina fece agli investigatori immediatamente dopo la tragedia, poco dopo le 6.40 del 15 marzo. Non era stato ancora formalmente sentito dagli inquirenti, se non nell’immediatezza dei fatti quando aveva reso un racconto confuso dovuto allo choc per la morte della compagna e all’assunzione di cocaina e alcol, mix assunto anche dalla donna, come accertato dai primi risultati dell’autopsia eseguita sul corpo della vittima. Messina ha fornito al procuratore la sua versione dei fatti. Un racconto atteso per ricostruire le dinamiche e le ore che hanno preceduto la tragedia.

La sua verità dovrà essere ora confrontata con tutti gli elementi raccolti dagli inquirenti nei giorni delle frenetiche indagini e con gli esiti dell’autopsia che dovrà accertare, tra gli altri quesiti, se ecchimosi ed ematomi riscontrati sul corpo della donna e del compagno siano compatibili con una eventuale collutazione avvenuta tra i due prima del drammatico volo. Verità attesa dalla famiglia della vittima, assistita dall’avvocato Angelo Merlini. Marco Messina e Magdalena Monika Jozwiak stavano insieme da diversi anni.

Una storia tormentata da litigi, segnata anche da una denuncia per maltrattamenti da parte della donna. Ma, nonostante gli alti e i bassi, la storia andava avanti. Lei ritornava sempre da Marco. Il 14 marzo la coppia aveva deciso di trascorrere una notte diversa dal solito nella suite migliore dell’hotel Panorama. Un albergo nel quale era già stata in precedenza. Una serata a base di vodka, champagne, spumante e cocaina. Poi, alle 6,40, il tonfo: Magdalena precipita dal quinto piano. Quando i carabinieri arrivano in via Garibaldi, avvertiti da un cliente dell’hotel, trovano il compagno davanti al corpo nudo senza vita della donna, che lui stesso aveva coperto con un giubbotto. «Ero a letto, ho sentito un tonfo. L’ho cercata in bagno. Non c’era. Mi sono affacciato alla finestra e lei era lì, per terra», aveva raccontato ai militari.

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