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Spaccio, il Riesame concede i domiciliari

Spaccio, il Riesame concede i domiciliari

Arzachena, attenuazione delle misure per quattro dei 13 giovani coinvolti nell’operazione “Bella vita”

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ARZACHENA. Erano finiti in carcere con l’accusa di spaccio di sostanze stupefacenti, cocaina e marijuana, con l’aggravante per alcuni di loro di aver ceduto la droga anche a minorenni. Il gip del tribunale di Tempio, Giuseppe Grotteria, aveva respinto le richieste di revoca delle misure cautelari emesse al termine dell’operazione “Bella vita”condotta tra Arzachena e Olbia dalla polizia di Porto Cervo, confermando gli arresti per dieci persone, i domiciliari per due e l’obbligo di firma per una. Ma il tribunale del Riesame di Sassari, ieri, per alcuni di loro, ha attenuato le misure accogliendo le istanze dei loro difensori.

Il collegio presieduto dal giudice Salvatore Marinaro (a latere Maria Teresa Lupinu e Giulia Tronci) ha sostituito la custodia cautelare in carcere con gli arresti domiciliari a Simone Demontis, Alessandro Meloni, Giovanni Cibotto e Roberto Leo, difesi rispettivamente da Edoardo Morette e Alberto Oggiano, Agostinangelo Marras, Sebastiano Chironi ed Egidio Caredda. Rigettate invece le richieste di attenuazione delle misure per Giangavino Meloni, Pietro Flauto e Antonio Spano, che restano in carcere, e per Rossella Amadori (compagna di Giangavino Meloni), che resta ai domiciliari, e per la quale era stata chiesta la remissione in libertà.

Attendono la fissazione dell’udienza al Riesame Giovanni Zucchi, difeso dall’avvocato Daniela Peru e Francesco Artudi, difeso dall’avvocato Monica Cazzari, entrambi attualmente in carcere. (t.s.)

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