A Olbia caccia alle case vacanza, l'Aspo batte cassa via sms
I proprietari delle abitazioni in affitto "scovati" con il sito internet Booking.com. Già arrivati a destinazione i primi messaggini telefonici con gli inviti al pagamento
OLBIA. Un sms e l'imposta di soggiorno per le strutture extralberghiere diventa operativa. O quasi. Dipende dalla disponibilità del locatore, che deve riscuotere 1,80 euro direttamente dai propri clienti. E poi versarli all'Aspo, incaricato della riscossione per conto del Comune di Olbia. Non sembrano necessarie grandi operazioni di intelligence, visto che l'Aspo pare aver individuato i proprietari di seconde case, B&B, affittacamere e via dicendo, semplicemente digitando la parola "Olbia" sui tanti motori di ricerca che offrono alloggi per le vacanze in città.
Il messaggio. Dunque, la caccia alle attività extra alberghiere è aperta. Il messaggio arriva quasi inesorabile sui telefonini dei proprietari di seconde case, spesso prime, nelle quali si decide di affittare una o più stanze. «Riteniamo opportuno informarla che il comune di Olbia ha introdotto l'imposta di soggiorno a decorrere dal primo novembre 2017, gestita da Aspo spa - recita il messaggio telefonico -. I gestori delle strutture ricettive, di qualunque tipologia ed i possessori di seconde case locate per uso turistico, sono obbligati al versamento a favore del Comune dell'imposta pagata dagli ospiti. Dai riscontri eseguiti è emerso che la sv rientra tra le categorie sopra elencate. La invitiamo pertanto a provvedere con la massima urgenza a regolarizzare la propria posizione previa registrazione sull'apposito portale: http://olbia.imposta-di-soggiorno.it ". Infine la minaccia di sanzioni a scopo deterrente, per evitare che qualcuno decida di cestinare la richiesta del Comune: "La mancata registrazione e/o il mancato pagamento determineranno l'irrogazione di gravose sanzioni amministrative - conclude l'sms dell'Aspo -. Qualora la SV avesse già ottemperato, La invitiamo a non tenere conto del presente avviso. Per info impostadisoggiorno@aspo.it».
Le tipologie. Seconde case, B&B, affittacamere, agriturismo e turismo rurale. Una base imponibile per l'imposta di soggiorno. Prima nella corrispondenza di alcuni proprietari di appartamenti erano arrivate le lettere dell'Aspo, con le quali si chiedeva se svolgessero attività ricettiva. Poi l'ultima frontiera tecnologica, con un sms su utenze private, in teoria, ma rese pubbliche per i contatti finalizzati ad affittare gli alloggi. Il Comune aveva deciso, in realtà, di contattare alcune società per mettere a disposizione software sofisticatissimi per incrociare dati sulle utenze con quelli a disposizione dei siti specializzati come Booking.com. Ma per il momento sembra che l'Aspo, braccio operativo dell'ente per la riscossione dell'imposta di soggiorno, sia ricorsa a una più semplice ricerca su internet, accedendo ai portali dei principali siti specializzati, per individuare le offerte di case in affitto. Da lì il numero di telefono sul quale arriva l'avviso. Poi sta al proprietario decidere se iscriversi al portale mettendo i propri dati e, in quel caso, riscuotere l'imposta di soggiorno, oppure non farlo ed entrare nella ipotetica lista nera delle attività non dichiarate.
La mappatura. Il Comune ha comunque chiesto a Booking.com di dare una mano per svolgere una mappatura delle attività extra alberghiere, ai fini dell'applicazione dell'imposta di soggiorno sui clienti che ricevono ospitalità. Dalla semplice chiacchierata si è passati a un discorso più avviato, anche se non è stato messo nulla nero su bianco. Esistono, infatti, dei dubbi di legittimità sulla raccolta di informazioni dal punto di vista legale. Il Comune di Olbia vuole essere sicuro di non violare alcuna norma sulla tutela della privacy. Dopo le polemiche scatenate all'atto del varo dell'imposta di soggiorno da parte della giunta Nizzi, dunque, il Comune sembra venire incontro alle pressanti richieste avanzate dagli albergatori, che chiedevano appunto un impegno sul fronte del contrasto al sommerso e il computo ai fini del versamento della stessa imposta di soggiorno.
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