Caso Nuova Sardegna: pc e cellulare restituiti alla cronista
Sul sequestro disposto dal procuratore di Tempio Andrea Garau e sul capo di imputazione indicato per la giornalista Fnsi e Ordine nazionale dei giornalisti invieranno una segnalazione al Consiglio superiore della magistratura
OLBIA. La polizia giudiziaria ieri mattina ha restituito alla giornalista Tiziana Simula il pc, il telefono privato, il tablet, i dispositivi usb e i documenti cartacei sequestrati su ordine de procuratore di Tempio Andrea Garau nella redazione di Olbia della Nuova Sardegna lo scorso il 27 marzo. Tutto come previsto dall'ordinanza del tribunale del riesame di Sassari, al quale si erano rivolti i difensori della Nuova Sardegna e della cronista, gli avvocati Sebastiano Chironi e Antonello Desini.
Sulla vicenda incombe adesso l'iniziativa annunciata dalla Federazione nazionale della stampa che sottoporrà il caso al Consiglio superiore della magistratura.Aspettando le motivazioni del provvedimento del tribunale del riesame, la giornalista della Nuova Tiziana Simula resta ancora indagata per aver, secondo la Procura di Tempio, rivelato segreti d'ufficio nelle sue cronache riferite alle inchieste che riguardano i magistrati del tribunale di Tempio. Il capo d'accusa è l'articolo 326 del codice penale, una norma che considera i pubblici ufficiali o gli incaricati di pubblico servizio, sicuramente non i giornalisti.
Il "corpo del reato" per il quale quattro carabinieri il 27 marzo sono entrati nella redazione di Olbia della Nuova Sardegna per perquisire la giornalista e sequestrare documenti, computer e telefono personale, è la copia di un esposto presentato da Francesco Mazzaroppi, ex presidente del tribunale di Tempio e della corte d'appello di Sassari, indagato per le presunte aste pilotate nel tribunale gallurese.
Il clamoroso esposto, pubblicato in esclusiva dalla Nuova Sardegna, conteneva accuse nei confronti di due magistrati, l'ex procuratore di Tempio Domenico Fiordalisi e il pm romano Stefano Rocco Fava. Francesco Mazzaroppi aveva trasmesso l'esposto alla Procura di Tempio che a sua volta, per competenza, lo aveva girato a quella di Perugia per le indagini.(m.b.)
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