Armi e munizioni nel canile il “Corsicano” di nuovo in cella
La polizia ha arrestato Giuseppe Lutzu, nascondeva nel suo alloggio un vero e proprio arsenale Blitz degli agenti di prima mattina: in una busta e sotto il materasso pistole, proiettili ed esplosivo
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OLBIA. Nascondeva un vero e proprio arsenale nella casetta del canile dove lavorava come custode. E’ lì che lui alloggiava, ma è sempre lì che teneva armi e munizioni, pensando che nessuno potesse arrivare a scoprirlo. Invece, l’altro ieri mattina, i poliziotti del commissariato hanno raggiunto il “rifugio” degli animali (che da anni, con grande impegno, viene gestito dalla Lida) e hanno trovato Giuseppe Lutzu, 64 anni, noto da sempre come “Il Corsicano” e con numerosi precedenti alle spalle, circondato da pistole, esplosivo e munizioni.
Non si è ribellato, non ha opposto resistenza ed è anche rimasto abbastanza tranquillo di fronte agli agenti che hanno cominciato a perquisire la casetta. Ha addirittura spontaneamente consegnato alla polizia un sacchetto di plastica (così come è stato scritto in un comunicato diffuso ieri dalla questura) con all’interno due pistole giocattolo modificate e 78 proiettili.
Ma non era ancora tutto. Nascosta sotto il materasso di un letto, c’era pure una valigetta e qui è stata recuperata anche una terza pistola, in perfette condizioni, oltre a 8 caricatori per una 7,65, un calcio di fucile, e un detonatore con miccia. Lutzu, a quel punto, è stato arrestato per detenzione clandestina di armi, munizioni e materiale esplodente. “Il Corsicano” è stato immediatamente trasferito nella casa circondariale di Nuchis a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Nato e residente a Olbia, Giuseppe Lutzu , negli anni, era stato più volte arrestato per vari reati: nel suo passato era rimasto coinvolto in qualche storia di droga ma soprattutto per il possesso di armi clandestine,
Nel 2001 era stato arrestato dalla polizia per aver nascosto un arsenale nella campagne di Olbia e anche in quel caso le accuse erano di detenzione illegale di armi clandestine ed esplosivo. Era un sorvegliato speciale, Lutzu, perché due anni prima aveva finito di scontare una condanna a 20 anni per l'omicidio di Gavino Muzzetto, un commerciante olbiese di 46 anni ucciso nel 1975. Alla fine del 2002, invece, erano stati i carabinieri a far scattare le manette ai suoi polsi: era stato trovato con un fucile, cinque chili di gelatina, svariati metri di miccia a lenta combustione e alcuni detonatori. Nel 2005 fu la droga a farlo finire in carcere. Al bivio per Ovilò venne fermato in auto per un controllo e fu sorpreso con 200 grammi di cocaina purissima e 50 grammi di sostanza da taglio.
Non si è ribellato, non ha opposto resistenza ed è anche rimasto abbastanza tranquillo di fronte agli agenti che hanno cominciato a perquisire la casetta. Ha addirittura spontaneamente consegnato alla polizia un sacchetto di plastica (così come è stato scritto in un comunicato diffuso ieri dalla questura) con all’interno due pistole giocattolo modificate e 78 proiettili.
Ma non era ancora tutto. Nascosta sotto il materasso di un letto, c’era pure una valigetta e qui è stata recuperata anche una terza pistola, in perfette condizioni, oltre a 8 caricatori per una 7,65, un calcio di fucile, e un detonatore con miccia. Lutzu, a quel punto, è stato arrestato per detenzione clandestina di armi, munizioni e materiale esplodente. “Il Corsicano” è stato immediatamente trasferito nella casa circondariale di Nuchis a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Nato e residente a Olbia, Giuseppe Lutzu , negli anni, era stato più volte arrestato per vari reati: nel suo passato era rimasto coinvolto in qualche storia di droga ma soprattutto per il possesso di armi clandestine,
Nel 2001 era stato arrestato dalla polizia per aver nascosto un arsenale nella campagne di Olbia e anche in quel caso le accuse erano di detenzione illegale di armi clandestine ed esplosivo. Era un sorvegliato speciale, Lutzu, perché due anni prima aveva finito di scontare una condanna a 20 anni per l'omicidio di Gavino Muzzetto, un commerciante olbiese di 46 anni ucciso nel 1975. Alla fine del 2002, invece, erano stati i carabinieri a far scattare le manette ai suoi polsi: era stato trovato con un fucile, cinque chili di gelatina, svariati metri di miccia a lenta combustione e alcuni detonatori. Nel 2005 fu la droga a farlo finire in carcere. Al bivio per Ovilò venne fermato in auto per un controllo e fu sorpreso con 200 grammi di cocaina purissima e 50 grammi di sostanza da taglio.
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