Playoff, la partita della storia. Da Mereu un appello a Olbia
Al Nespoli la gara decisiva dell’Olbia contro la Viterbese nel campionato di serie C. Mobilitazione generale nei ritrovi della tifoseria, ma anche messaggi sui muri e sui giornali
OLBIA. «Inseguiamo la storia». Quasi un grido di battaglia che muove, nel richiamo dell’orgoglio calcistico, l’intera città. Sui muri, nei giornali, di casa in casa, nei ritrovi consueti della “torcida” bianca, nella grande famiglia della tifoseria dell’Olbia: il sogno si chiama playoff. L’appuntamento con la storia è quello del pomeriggio al “Nespoli” (ore 16,30) contro la Viterbese, per cercare quella vittoria che per l’Olbia significherebbe il quasi matematico raggiungimento dei playoff del campionato di serie C. Un passo dopo l’altro verso una di quelle giornate che possono entrare di diritto negli annali sportivi e, soprattutto, nella storia di una città.
Mai Olbia e l’Olbia hanno raggiunto nella loro storia sportiva un simile risultato. Un motivo di orgoglio, però, per l’intera Sardegna, visto che i playoff per puntare a raggiungere la serie B (escluse ovviamente le storiche promozioni del Cagliari, ma prima della riforma dei campionati) non sono mai stati raggiunti da nessuna squadra sarda, ad eccezione della Torres, nel campionato 2005/2006, che poi era fallita.
Mister Mereu. Uno degli artefici di questo nuovo corso del calcio olbiese è Bernardo Mereu, allenatore che ha calpestato i campi polverosi di periferia, conquistando dovunque stima e fiducia. È lui il condottiero di un gruppo giovane, che insegue il sogno fino alla fine. «Sicuramente si tratta di un’opportunità che avrebbe una cassa di risonanza storica per tutto il calcio sardo – conferma Mereu –. Alle spalle abbiamo costruito un campionato importante, davanti a noi c’è un traguardo prestigioso: i ragazzi vogliono fortemente proseguire anche dopo il 5 maggio. Lo vogliamo tutti”.
Olbia attende con passione, fremente sotto la solita patina di apparente calma, un giorno di quelli da segnare nel calendario. Una squadra che rappresenta appieno la voglia di emergere della città, giovane e con voglia di fare. Nell’undici titolare hanno giocato anche sette calciatori sardi contemporaneamente, con un’età media tra le più basse fra le squadre professionistiche di tutti i campionati in Italia. Poi la valorizzazione di ragazzi del territorio, da Arras, fino all’ultimo esordiente: quel Mossa cresciuto nelle giovanili e capace di entrare in campo senza paura.
La sfida. Manca davvero poco, un ultimo sforzo per crederci fino in fondo. Bernardo Mereu lo sa, non ha mai perso occasione per rimarcare l’importanza del pubblico, del calore dei tifosi olbiesi, ai fini del raggiungimento dei traguardi sportivi. «Mancano due step, due incroci, domani il primo contro la Viterbese – dice ancora il tecnico – Il pubblico del Nespoli ci ha dato una spinta decisiva per portarci sin qui. È per questo che contro la Viterbese, con la città al nostro fianco, ci sentiremo più forti e pronti per questa impresa». C’è un’intera città a spingere la squadra verso questo sogno.
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