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Olbia

Ginecologia in tilt, il reparto di Tempio resta chiuso

Angelo Mavuli
Ginecologia in tilt, il reparto di Tempio resta chiuso

Il Tar sospende l’ordinanza del sindaco di Tempio, che accusa l’Ats: «Non hanno medici, ma fanno in fretta a trovare gli avvocati»

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TEMPIO. Il Tar della Sardegna, al quale l’Ats Sardegna e l’Assl di Olbia si sono rivolti impugnando l’ordinanza del sindaco Andrea Biancareddu che disponeva l’immediata riapertura del reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale Paolo Dettori, ha sospeso l’efficacia dell’ordinanza fissando la data per la trattazione collegiale della causa all’udienza del 6 giugno prossimo. Nel corso di quell’udienza il Collegio farà anche una valutazione sulla possibilità o meno che il sindaco potesse emanare o meno tale ordinanza, così come presentata, nei confronti dell'Ats.

Alta tensione. In città intanto, sia a livello istituzionale che politico il clima è incandescente e lo scontro con le autorità sanitarie è durissimo. Il segnale del malumore arriva nel primo pomeriggio proprio da Andrea Biancareddu, mentre si prepara a partecipare a Olbia ad un consiglio comunale sul Mater Olbia e sulla sanità. «L’Ats Sardegna e l’Assl di Olbia – dice il sindaco – parlano di imprevedibilità dell’evento, dimenticando che il primo allarme e la prima assenza medica, nel reparto di Ostetricia e Ginecologia risale a 45 giorni fa. Medici non avvocati. In oltre un mese cioè, all’Ats Sardegna e all’Assl di Olbia non sono stati capaci di trovare due medici. In poche ore, invece, sono riusciti a recuperare due avvocati per impugnare davanti al Tar un’ordinanza che chiedeva solo di curare mamme in attesa, creature in procinto di nascere e donne bisognevoli di assistenza. L’Ats Sardegna e l’Asl di Olbia ignorano che i pazienti non hanno necessità di avvocati ma di medici».

Allarme e sofferenze. Il 6 giugno, dice ancora Andrea Biancareddu, commentando l’annuncio dell’udienza per quella data, saremo presenti in tribunale a esporre le ragioni del territorio e le nostre profonde preoccupazioni dal punto di vista sanitario. Che non possono certamente essere soddisfatte, appianate o eliminate con una sentenza che, qualunque essa sia, sarà preceduta, per oltre un mese, da disagi e preoccupazioni. Nel frattempo infatti, puerpere, donne bisognevoli di cure e pazienti con le più diverse patologie, legate soprattutto al loro stato di gravidanza, avranno dovuto migrare per l’intera Isola alla ricerca di cure che, con un po’ più di buon senso da parte delle alte autorità sanitarie dell’isola, avrebbero potuto ricevere nella loro città e nel territorio di pertinenza».

Il dirigente. Nella mattinata di ieri, precedentemente all’evolversi dei fatti pomeridiani che hanno rinviato tutto al 6 di giugno, uomini della Polizia locale, così come avevano fatto nei giorni precedenti, si erano recati in reparto per verificare la situazione che peraltro rimasta tale e quale ai giorni precedenti. Il mancato rispetto dell'ordinanza del sindaco, alla scadenza del termine, è stata messo nero su bianco nel verbale redatto dagli agenti. Lo stesso è stato quindi notificato al direttore sanitario del presidio di Tempio, Giovanna Gregu, sulle cui spalle in tutti questi anni sono andati a ricadere gli innumerevoli “disguidi” che hanno colpito l’ospedale Paolo Dettori.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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