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Centri per l’impiego la grande riforma parte dal Jobs act

Centri per l’impiego la grande riforma parte dal Jobs act

I centri per l’impiego, passati sotto l’egida della Regione, hanno ricevuto l’input di omogeneizzare il modus operandi relativo all’applicazione delle politiche attive del lavoro. Finora gli ex Csl...

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I centri per l’impiego, passati sotto l’egida della Regione, hanno ricevuto l’input di omogeneizzare il modus operandi relativo all’applicazione delle politiche attive del lavoro. Finora gli ex Csl si erano concentrati soprattutto sull’organizzazione delle politiche passive, con gli strumenti di sostegno al reddito. Dopo la riforma del Jobs act, a partire dal novembre 2016, per ogni utente c’è ora la cosiddetta “presa in carico”, con l’analisi della specifica situazione lavorativa e la predisposizione di un percorso personalizzato: un iter finalizzato a incrociare la domanda e l’offerta di lavoro per cercare di trovare un impiego adatto alle caratteristiche del lavoratore e, allo stesso tempo, venire incontro alle richieste delle aziende per determinati profili professionali. Ecco, quindi, i servizi per la redazione di un curriculum efficace e veritiero, oppure l’offerta di tirocini formativi per sviluppare nuove competenze. Nasce secondo questa logica, per esempio, il programma “Garanzia giovani”, che si rivolge agli inoccupati/disoccupati di età compresa tra i 15 e i 29 anni, che non studiano, lavorano, né sono coinvolti in percorsi di formazione. L’offerta può consistere in un impiego, apprendistato, tirocinio, corso di formazione. (g.d.m.)

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