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Olbia

Piano dei porti in attesa del parere strategico

Piano dei porti in attesa del parere strategico

L’Isola Bianca fa record di passeggeri. Ci sono i progetti di crescita, mancano i nullaosta ambientali

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OLBIA. L’Isola Bianca macina passeggeri, ma i progetti restano fermi al palo, mentre si avvicina la scadenza di metà agosto per la concessione destinata alla gestione dei servizi.

I numeri sono da record, l’infrastruttura comincia a denunciare lacune che creano impedimenti allo sviluppo del traffico. Il presidente dell’Autorità di sistema portuale, Massimo Deiana, a Olbia nei giorni scorsi per un convegno sullo stato del settore ittico, ha snocciolato cifre importanti per quello che si conferma il primo porto italiano per traffico passeggeri. In base ai dati appena elaborati sul porto di Olbia, nel 2018 si è già registrato un incremento nel numero dei movimenti nave dell’8,44 per cento: si passa da 1.054 movimenti del primo trimestre 2017 a 1.143 dello stesso periodo del 2018. C’è stato anche un incremento dei passeggeri pari al 13,8 per cento (da 147.678 del 2017 a 168.057 dell’anno in corso). Nel 2017, i porti Isola Bianca e Cocciani hanno registrato in tutto 6.130 movimenti nave, dei quali 3.065 in arrivo e altrettanti in partenza, ai quali vanno aggiunti altri 134 tra arrivi e partenze di navi da crociera, con 67 giganti del mare che hanno fatto scalo all’Isola Bianca. I passeggeri sono stati 2 milioni e 695 mila, ai quali si devono aggiungere oltre 96 mila crocieristi. Passeggeri in transito con 896.339 auto e camper e 252.786 mezzi pesanti.

Le infrastrutture. Davanti a cifre eloquenti, emergono carenze infrastrutturali. L’accesso al porto di Olbia, soprattutto nel periodo estivo, assomiglia a un’immagine del traffico in tangenziale all’ora di punta. Nel febbraio del 2015 l’assemblea del Consiglio superiore dei lavori pubblici aveva espresso parere negativo sul progetto di allargamento a 200 metri della canaletta d’ingresso al porto, perché mancavano i requisiti tecnici e di sicurezza: troppo stretta per consentire il passaggio di due navi contemporaneamente. Il progetto faceva parte del Piano regolatore generale dei porti di Olbia e Golfo Aranci, il quale resta in attesa della Vas (Valutazione ambientale strategica).

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