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Morto folgorato nel camping cominciano gli accertamenti
ARZACHENA. Era morto folgorato da una scarica elettrica mentre manovrava una gru all’interno del centro vacanze Isuledda, a La Conia, a una manciata di chilometri da Cannigione. Vittima dell’incidente...
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ARZACHENA. Era morto folgorato da una scarica elettrica mentre manovrava una gru all’interno del centro vacanze Isuledda, a La Conia, a una manciata di chilometri da Cannigione. Vittima dell’incidente sul lavoro, avvenuto lo scorso 6 marzo, Stefano Podda, 37 anni, originario di Villamar ma residente ad Arzachena, dove viveva con la moglie e il loro bambino. Per quella tragica morte, la Procura di Tempio ha indagato Mario Vezzola, gestore del camping Isuledda, e Giovanni Pala, responsabile della sicurezza. Con il sopralluogo nel punto in cui è avvenuta la tragedia, prende il via oggi l’accertamento tecnico disposto dalla Procura e affidato a un ingegnere di Cagliari, Adriano Trudu. L’operazione peritale dovrà accertare le modalità dell’incidente sul lavoro, le condizioni dell’autocarro con la gru col quale la vittima stava lavorando, e se siano state rispettate tutte le norme sulla sicurezza. Secondo una prima ricostruzione fatta dai carabinieri e dallo Spresal dell’Assl di Olbia, Stefano Podda era stato folgorato da una scarica elettrica dei cavi a media tensione, a 15mila volt mentre manovrava la gru dall’esterno dell’autocarro. Era arrivato nel camping intorno alle 8 insieme a un collega. Doveva dismettere un vecchio tukul. Una volta sceso dall’autocarro ha cominciato a muovere i comandi che si trovano sui lati esterni del camion: ha agganciando il tukul, ma nel momento in cui il braccio della gru si è mosso, ha toccato i cavi elettrici (di una linea privata). In un attimo, il dramma. La potente scarica ha attraversato il corpo del manutentore scaraventandolo per terra. I medici del 118, allertati dal collega, hanno cercato di rianimarlo per un’ora e mezzo, ma non c’è stato nulla da fare. La famiglia della vittima è assistita dall’avvocato Giuseppe Demeo. Gli avvocati Gerolamo Orecchioni e Pasquale Filigheddu difendono rispettivamente Mario Vezzola e Giovanni Pala. (t.s.)
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