Economia del mare, la risorsa del futuro
di Tiziana Simula
Dibattito con le scuole sulle opportunità professionali e occupazionali del settore. Carlo Marcetti: imprese in crescita
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OLBIA. Hanno retto alla crisi, negli anni tra il 2011 e il 2016 sono perfino andate in controtendenza nazionale registrando una crescita, e rappresentano senza dubbio la risorsa del futuro. Sono le imprese legate all’economia del mare: non solo ricettività e ristorazione, ma anche attività sportive e ricreative, di cantieristica, di movimento passeggeri, di ricerca e regolamentazione ambientale, e la filiera ittica. A parlare agli studenti delle scuole superiori delle ricadute sul territorio dell’economia del mare e delle prospettive e opportunità di crescita nell’isola è stato l’economista per le politiche del turismo e dei trasporti, Carlo Marcetti.
«Per ogni 100 occupati nell’ex provincia Olbia Tempio, il 15,5% lavora nelle imprese del mare. È, quindi, già una ricchezza importante e sulla quale dobbiamo porre particolare attenzione. Quella sull’occupazione è l’incidenza più forte su tutte le province a livello nazionale», ha spiegato Marcetti ai ragazzi. L’occasione è stata la “Giornata del mare Europea”, celebrata con un convegno al liceo classico Gramsci, uno dei 70 eventi selezionati dalla Commissione Europea per incrementare la conoscenza della strategia blu dell’Unione Europea. A promuovere “l’European maritime day”, la delegazione Sistur (Società italiana scienze del turismo) della Sardegna in collaborazione con le associazioni AlturEgo ed Aleo, entrambe fondate da laureati in economia e management del turismo (la prima con sede nel sud Sardegna, la seconda nel Nord Sardegna).
Nell’economia del mare in Sardegna lavorano 9mila 300 imprese, gli occupati sono 42mila. Il valore aggiunto, cioè la ricchezza prodotta, è di un miliardo e mezzo. La maggior parte delle imprese opera a Sassari (2.100 attività), ad Olbia (2.350) e a Cagliari (2.635). I tre territori mettono insieme l’80% delle imprese del mare. Per il nord est dell’isola, il tema del mare è molto rilevante. Avere l’opportunità di divulgare e sensibilizzare le nuove generazioni sulla sua importanza è un grande investimento per l’intera comunità. In diversi documenti strategici della Commissione Europea per la crescita blu si evidenziano ottime prospettive occupazionali in questo settore ma si registra una forte carenza di risorse umane specializzate in quest’ambito. Da qui, l’importanza di suscitare interesse nei giovani affinché vedano il mare come una grande opportunità per il loro futuro professionale e sensibilizzare la scuola alla promozione di attività permanenti in questo settore. E che il mare sia la risorsa del futuro, l’ha spiegato, tra gli altri relatori del convegno, Carlo Marcetti fornendo e analizzando dati sulle imprese, sull’occupazione e sulla ricaduta economica. «Sul totale delle imprese a livello regionale, quelle legate alle attività del mare incidono del 5,7%, posizionando la Sardegna al secondo posto nazionale dopo la Liguria (9,1%) – ha fatto sapere –. Il territorio di Olbia Tempio (l’ex provincia), così come emerge dai dati di Unioncamere, è quinto a livello nazionale come numero di imprese, con una incidenza del 10,5% (dopo Rimini, Livorno, La Spezia e Trieste). Il valore aggiunto prodotto dall’economia del mare sul prodotto totale del nostro territorio incide per il 13% – ha aggiunto –. Sotto questo aspetto, siamo quarti a livello nazionale». Della salvaguardia del mare ne ha parlato il vicedirettore marittimo della Direzione marittima del nord Sardegna Salvatore Marchese. Presentate alcune importanti imprese del mare: Leonarda Piroddi con l’agenzia marittima e servizi yacht Sea star shipping, Mauro Monaco col Consorzio molluschicoltori Olbia, Marco e Cesare Barabino con la Società cruising charter e Atleta dello Yacht Club Olbi, e Renato Azara con la Fondazione Adelasia di Torres. I lavori sono stati introdotti dal preside del “Gramsci” Elisa Mantovani, da Francesca Palmas di AlturEgo e Barbara Sanna di Aleo.
«Per ogni 100 occupati nell’ex provincia Olbia Tempio, il 15,5% lavora nelle imprese del mare. È, quindi, già una ricchezza importante e sulla quale dobbiamo porre particolare attenzione. Quella sull’occupazione è l’incidenza più forte su tutte le province a livello nazionale», ha spiegato Marcetti ai ragazzi. L’occasione è stata la “Giornata del mare Europea”, celebrata con un convegno al liceo classico Gramsci, uno dei 70 eventi selezionati dalla Commissione Europea per incrementare la conoscenza della strategia blu dell’Unione Europea. A promuovere “l’European maritime day”, la delegazione Sistur (Società italiana scienze del turismo) della Sardegna in collaborazione con le associazioni AlturEgo ed Aleo, entrambe fondate da laureati in economia e management del turismo (la prima con sede nel sud Sardegna, la seconda nel Nord Sardegna).
Nell’economia del mare in Sardegna lavorano 9mila 300 imprese, gli occupati sono 42mila. Il valore aggiunto, cioè la ricchezza prodotta, è di un miliardo e mezzo. La maggior parte delle imprese opera a Sassari (2.100 attività), ad Olbia (2.350) e a Cagliari (2.635). I tre territori mettono insieme l’80% delle imprese del mare. Per il nord est dell’isola, il tema del mare è molto rilevante. Avere l’opportunità di divulgare e sensibilizzare le nuove generazioni sulla sua importanza è un grande investimento per l’intera comunità. In diversi documenti strategici della Commissione Europea per la crescita blu si evidenziano ottime prospettive occupazionali in questo settore ma si registra una forte carenza di risorse umane specializzate in quest’ambito. Da qui, l’importanza di suscitare interesse nei giovani affinché vedano il mare come una grande opportunità per il loro futuro professionale e sensibilizzare la scuola alla promozione di attività permanenti in questo settore. E che il mare sia la risorsa del futuro, l’ha spiegato, tra gli altri relatori del convegno, Carlo Marcetti fornendo e analizzando dati sulle imprese, sull’occupazione e sulla ricaduta economica. «Sul totale delle imprese a livello regionale, quelle legate alle attività del mare incidono del 5,7%, posizionando la Sardegna al secondo posto nazionale dopo la Liguria (9,1%) – ha fatto sapere –. Il territorio di Olbia Tempio (l’ex provincia), così come emerge dai dati di Unioncamere, è quinto a livello nazionale come numero di imprese, con una incidenza del 10,5% (dopo Rimini, Livorno, La Spezia e Trieste). Il valore aggiunto prodotto dall’economia del mare sul prodotto totale del nostro territorio incide per il 13% – ha aggiunto –. Sotto questo aspetto, siamo quarti a livello nazionale». Della salvaguardia del mare ne ha parlato il vicedirettore marittimo della Direzione marittima del nord Sardegna Salvatore Marchese. Presentate alcune importanti imprese del mare: Leonarda Piroddi con l’agenzia marittima e servizi yacht Sea star shipping, Mauro Monaco col Consorzio molluschicoltori Olbia, Marco e Cesare Barabino con la Società cruising charter e Atleta dello Yacht Club Olbi, e Renato Azara con la Fondazione Adelasia di Torres. I lavori sono stati introdotti dal preside del “Gramsci” Elisa Mantovani, da Francesca Palmas di AlturEgo e Barbara Sanna di Aleo.
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