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Olbia

Blitz antiterrorismo, silenzio davanti al gip

Blitz antiterrorismo, silenzio davanti al gip

Scena muta del siriano Mustafa e del marocchino Lahoucine. Estradizione in Italia bloccata per Anwar

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OLBIA. Dal carcere di Bancali dove sono rinchiusi da giovedì scorso con l’accusa di associazione con finalità di terrorismo, finanziamento del terrorismo e intermediazione finanziaria abusiva, sono stati trasferiti ieri mattina al tribunale di Sassari per l’interrogatorio. Ma, davanti al gip Giancosimo Mura, che li ha sentiti su rogatoria della Dda di Cagliari, Chadad Mustafa, 46 anni, siriano, e Ait Wahmane Lahoucine, 53, marocchino, entrambi assistiti dall’avvocato Angelo Merlini, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Il loro difensore annuncia che presenterà appello contro la misura cautelare al tribunale del Riesame. Opporrà appello anche per Daadoue Anwar, 46 anni, siriano, già detenuto a Copenaghen in esecuzione di un mandato di arresto europeo emesso dall’autorità giudiziaria di Tempio, dove gli è stata notificata l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Cagliari. Il siriano è considerato il capo della presunta organizzazione dedita al finanziamento del terrorismo, con base a Olbia, sgominata dalla Digos di Sassari in una maxi operazione antiterrosimo che ha riguardato anche Emilia Romagna, Lombardia e Veneto con il coinvolgimento della Guardia di finanza di Roma e Brescia. Per Daadoue Anwar, i giudici locali hanno deciso l’estradizione in Italia. Ma interponendo l’appello, l’estradizione sarà bloccata in attesa della discussione che avverrà entro un mese. Si cerca ancora il quarto arrestato, Abdoul Karim Haj Osman, 46 anni, siriano, per il quale è stato emesso un mandato di cattura internazionale. (t.s.)

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