maltempo
«Calamità naturale per le piogge»
I Comuni di Posada e Torpè chiedono l’intervento della Regione
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POSADA. Stato di calamità naturale per le abbondanti piogge cadute nei primi giorni di maggio che hanno provocato gravi danni al patrimonio pubblico e privato. A Torpè e Posada, le rispettive giunte comunali hanno approvato il documento con la speranza che la Regione metta a disposizione dei fondi per riuscire a rimettere in sesto strade campestri e tratti del territorio danneggiati dalle copiose precipitazioni. Se da un lato la pioggia ha permesso di rimpinguare le scorte idriche dell’invaso del Maccheronis e delle sorgenti, permettendo di programmare un approvvigionamento idrico per tutta l’estate ai centri della costa, dall’altro ha creato disagi nelle campagne con gravi danni sia al sistema viario che alle colture orticole e foraggere. Tantissimi gli agricoltori, soprattutto a Torpè, che lamentano la moria delle colture appena impiantate a causa del ristagno dell’acqua. A Posada, invece, i danni maggiori, li ha fatti lo straripamento del canale di Santa Caterina che avrebbe dovuto consentire il regolare deflusso delle acque verso la foce di Pedra Niedda. A causa della mancata pulizia dello stesso, numerosi campi e frutteti sono rimasti allagati per giorni con ingenti perdite per i coltivatori. Da sistemare anche numerose strade campestri che a causa del ruscellamento, in alcuni tratti sono quasi impraticabili. Altri fondi, dovranno poi essere utilizzati a Posada per la pulizia delle spiagge visto che con l’apertura della foce di Orvile, nel litorale si è accumulata una grande quantità di canne, tronchi e altri detriti che dovranno essere rimossi prima dell’arrivo dell’estate. (s.s.)
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