La Nuova Sardegna

Olbia

«In un attimo è sparito il futuro»

di Nino Muggianu
«In un attimo è sparito il futuro»

Dorgali, folla commossa ai funerali del motociclista morto sulla Provinciale 26. Il dolore della sorella

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DORGALI. «Preferiamo immaginare che tu sia partito per un lungo viaggio. Per noi ci sarai sempre. Ci mancherai tanto Giulia’». Con un messaggio carico di dolore, gli amici di Giuliano Sagheddu, il giovane di 30 anni che nella notte tra sabato e domenica ha perso la vita in un terribile incidente stradale lungo la provinciale 26, ieri si sono stretti attorno alla bara durante i funerali nella chiesa parrocchiale di Santa Caterina D’Alessandria, stracolma di gente. A celebrare il parroco, don Michele Casula che nella sua omelia, con parole toccanti ha ricordato la figura di questo giovane benvoluto e stimato da tutti. «La vita è preziosa e va amata – ha detto il sacerdote rivolgendosi ai fedeli – e i giovani sono il nostro futuro e devono avere dei buoni valori. Tutti mi hanno parlato bene di Giuliano – ha aggiunto – ma anche io ho avuto modo di conoscerlo e apprezzarne la sue doti».

Poi Laura, la sorella del trentenne che piegata dal peso della tragedia è salita sull’altare per parlare a tutti di lui. «Giuliano era eccezionale – ha detto con la voce rotta dal pianto – era un uomo, non un ragazzo, perché anche se aveva appena 30 anni si muoveva nel mondo come un adulto. Chiunque lo conoscesse lo ammirava e lo rispettava. Era il nostro più grande orgoglio. Era il miglior figlio, fratello e fidanzato che si potesse desiderare. Si è sempre circondato di tanti amici – ha aggiunto la donna – Sarà dura non averlo più con noi. In questi ultimi anni abbiamo passato tantissimo tempo a progettare il nostro futuro; sembrava tutto così bello e luminoso. Da sabato, però tutto si è spento. Con lui abbiamo perso la metà delle nostre speranza».

Alla fine della cerimonia un lungo corteo ha accompagnato la salma del giovane, portata a spalla dagli amici fino al cimitero, alla periferia del paese. Quello stesso corteo che dalla mattina ha riempito la casa della famiglia Sagheddu per testimoniare la vicinanza ai genitori del giovane motociclista distrutti e inconsolabili.

Giuliano sabato notte stava rientrando a casa, a Dorgali, da Cala Gonone, dove nel periodo estivo da’ una mano al padre che gestisce un diving center. Aveva appena lasciato la borgata quando, nei primi tornanti, poco dopo un chilometro dal centro abitato, la tragedia.

Il 30nne, per cause ancora al vaglio degli inquirenti, prima di imboccare il primo tornante, forse dopo aver sfiorato un cordolo in cemento, è stato sbalzato dalla sua moto Ducati e catapultato contro un albero. L’impatto è stato violentissimo: Giuliano Sagheddu ha battuto il capo contro il tronco dell’albero e, nonostante avesse il casco che nell’urto si è spaccato, non ha avuto scampo.

La moto, invece, ha proseguito la sua corsa finendo poi contro il guard rail. Neppure i soccorsi, giunti in una manciata di minuti, hanno potuto evitare il peggio. In pochi attimi è giunta un’ambulanza della Croce Azzurra di Cala Gonone, mentre da Nuoro la medicalizzata del 118. Tutti i tentativi di rianimare il giovane con i massaggi cardiaci sono risultati inutili: Giuliano Sagheddu è morto sul colpo. Sul luogo dell’incidente sono arrivati i carabinieri della Compagnia di Siniscola che hanno provveduto a effettuare i rilievi e il servizio d'ordine.



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