La Nuova Sardegna

Olbia

Senza fondi, 9 licenziati nella Protezione civile

di Angelo Mavuli
Senza fondi, 9 licenziati nella Protezione civile

L’associazione Alta Gallura ora dovrà contare solo sull’opera dei volontari Ventitré anni d’attività. La protesta di Tempio Libera: responsabile la giunta

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TEMPIO. La protezione civile Alta Gallura ha licenziato nove dipendenti. «La decisione, presa a malincuore per problemi organizzativi ed economici – dice in una breve nota il suo presidente Roberto Cossu, senza ulteriori delucidazioni – riguarda solo un settore dell’associazione». Mancanza di fondi quindi, diventati evidentemente insufficienti per quanti prestavano la loro opera come dipendenti e non nella sola veste di volontari.

Il personale. Il servizio d’ora in avanti dovrebbe continuare ad essere espletato (il condizionale è d’obbligo), solamente da personale volontario. La notizia, già nell’aria da alcune settimane, è diventata di pubblico dominio, soltanto nella mattinata di ieri, suscitando commenti stupiti e preoccupati.

La storia. La protezione civile Alta Gallura costituita in città nel 1995, per iniziativa di Agostino Cossu Usai, agente della Polizia municipale, oggi in pensione e da altre benemerite persone, è diventata perfettamente operativa l’anno successivo. Imponendosi ben presto all’attenzione della città, sia per la disponibilità e sia per la professionalità. L’associazione è stata sempre una presenza attenta e costante, sia in circostanze ludiche, come le sfilate di Carnevale e negli spettacoli di diverso genere, ma anche in situazioni alcune volte drammatiche, come in caso di incendio, alluvioni, tempeste di vento, incidenti stradali cittadini, o per la semplice fornitura di acqua nei frequenti casi di interruzioni da parte di Abbanoa. Sempre presente, infine, anche nel Centro Operativo Comunale, tutte le volte che lo stesso è stato convocato.

L’associazione è anche ben attrezzata di mezzi, grazie all’attenzione riservata dalla Protezione civile regionale. Nell’ultima nevicata di gennaio, cominciò a operare sin dalle sei del mattino con quattro spazzaneve, un mezzo di supporto e tre spargisale che hanno riversato nella strade ben 900 quintali di sale.

Flop politico. Questo a significare, in estrema sintesi, l’importanza che l’associazione, ora in difficoltà, ha per la comunità tempiese e non solo. La preoccupazione per quanto sta avvenendo, finora, è stata espressa a livello politico da Monica Liguori, consigliere di Tempio Libera. Sul piano sociale, economico e umano il nuovo licenziamento collettivo in città è l’ennesimo flop che il nostro territorio deve registrare senza che le forze politiche prendano decisioni serie a tutela del lavoro. Sughero, ospedale, granito, turismo, ovunque si creano voragini lavorative che vengono lasciate orfane di qualunque intervento politico di tutela del lavoro. Nel caso specifico, conclude Monica Liguori, la grave iniziativa è riconducibile all’assessore Francesco Quargnenti, che non ha impedito il licenziamento collettivo e al sindaco Andrea Biancareddu, per l’ennesima volta assente».



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