Olbia, Pittulongu in rivolta contro la nuova strada
C'è chi perderebbe il giardino con la macchia mediterranea, l'idea è che la nuova opera pubblica possa essere utile soltanto a poche persone
OLBIA. Il progetto di costruzione di una nuova strada tra via Donnigheddu e via del Giglio turba il buen retiro dei residenti di Pittulongu. Nelle intenzioni del Comune, dovrebbe trattarsi di una strada "pubblica", ma in realtà ne beneficiano solo poche famiglie e un imprenditore che ha costruito appartamenti da affittare.
Nonostante le proteste dei residenti, i tecnici comunali hanno avviato la procedura di esproprio e la strada della discordia (progettata nel piano di risanamento di Pittulongu) adesso sarà oggetto di una battaglia legale. «La strada "pubblica" che il Comune vuole costruire da via Donnigheddu a via del Giglio è costosa e inutile, nonché ripida e pericolosa - dicono Tonino Pileri e Katharina Busch, che vivono in una delle case vicine - ci chiediamo quale interesse pubblico esiste quando interessa e la vuole solo una persona che non ci vive ma che ha costruito degli appartamenti da affittare. Così il Comune ha deciso di aprire adesso la via Gorgonia rendendo "pubblica" la piccola strada privata già esistente, espropriandola e asfaltandola per 60 metri».
«Sul proseguimento della strada - aggiungono - ci siamo noi e solo noi. In pratica, secondo il Comune, questa strada "pubblica" servirebbe anche a noi, che invece non siamo per nulla interessati. Ci distruggerebbe il giardino davanti a casa dove abbiamo lasciato la macchia mediterranea e un olivastro secolare. In tutto duemila metri quadrati di verde e ambiente naturale. Dopo 50 anni di sacrifici all'estero vederci espropriare tutto è davvero una beffa».
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