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Olbia

«Addio Angelo, non ti ha chiamato il Signore»

Angelo Mavuli
«Addio Angelo, non ti ha chiamato il Signore»

In cattedrale i funerali del commerciante morto dopo un incidente stradale. Nell’omelia del parroco un riferimento all’inchiesta sullo scontro e i soccorsi

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TEMPIO. Sono stati celebrati a Tempio nella cattedrale di San Pietro, incapace di ospitare la folla imponente che ha trovato spazio nella piazza antistante e nelle viuzze circostanti, i funerali di Angelo Corsaro, 47 anni, morto mercoledì scorso dopo un incidente stradale in cui era rimasto coinvolto sulla litoranea per Castelsardo.

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Il sacro rito è stato celebrato da don Antonio Tamponi, parroco della cattedrale, con la concelebrazione di monsignor Giovanni Maria Pittorru, parroco a Tempio della comunità di San Giuseppe, entrambi di Calangianus. A significare anche la vicinanza oltre che alla stimata famiglia Corsaro anche alla compagna di Angelo, Menica, avvocato calangianese, madre di due figlie, frutto di un’altra unione finita anni fa, anche questa in maniera dolorosissima a causa di una malattia terribile che aveva spento la vita del marito.

Menica e le sue due figlie, Giorgia ed Ornella, hanno voluto ricordare “quella grande persona che Angelo è stata per noi”, come ha detto fra le altre cose don Antonio Tamponi. “Adorato Angelo - hanno scritto le tre donne -, sei stato per noi un dono prezioso strappato alla vita troppo presto. I tuoi occhi sorridenti e la tua vitalità saranno ricordo indelebile nei nostri cuori».

Difficile, commossa, a tratti ermetica, l’omelia di don Antonio Tamponi che con parole affettuose, amorevoli e illuminate ha voluto ricordare la figura di Angelo, «mio grande amico che anche recentemente, all’inizio di maggio, ha voluto ad ogni costo portarmi fuori a cena per festeggiare il mio compleanno».

Un ricordo commosso, ma al tempo stesso puntuale per raccontare quello che Angelo Corsaro era. «Amante della vita, della famiglia, degli amici, appassionato di sport, ordinato e preciso nelle sue cose. Sorridente. Proprio in occasione di quella cena - ha raccontato don Antonio -, Angelo mi ha chiesto cosa occorresse fare per sposarsi in chiesa». Circostanza che ha commosso ancor più i fedeli presenti in cattedrale e quanti seguivano l’omelia all’esterno, tramite gli amplificatori.

Sta facendo pensare, invece, una riflessione del sacerdote. « Angelo - ha detto a un tratto -, non è stato chiamato dal Signore». Poi non ha aggiunto altro, don Tamponi. Ha solo ripetuto il concetto. Lo stesso sacerdote, però, con estrema determinazione, ha ricordato che è in corso un’indagine giudiziaria da rispettare facendo intendere che ogni interpretazione è fuori luogo. Per il momento l’inchiesta avviata dal sostituto procuratore del Tribunale di Tempio, Ilaria Corbelli, vede indagati oltre l’autista della Panda coinvolto nello scontro, anche quattro medici del Paolo Dettori. L’incidente che è costato la vita ad Angelo Corsaro si era verificato mercoledì 23 maggio sulla Santa Teresa Castelsardo fra le 17,20 e le 17,30. Angelo era morto circa quattro ore e mezzo dopo, in ambulanza. Spetterà al magistrato valutare quanto sia stato fatto per cercare di salvarlo.
 

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