Musica, fede e solidarietà è stato un grande successo
di Dario Budroni
Cala il sipario in piazza Comando tra stand, maxi arrostite e tanti artisti sul palco Un’edizione speciale grazie anche all’arrivo di una reliquia di Santa Rita da Cascia
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INVIATO ALLA MADDALENA. La festa è finita. Ma in piazza Comando adesso resta scritta la storia di un successo. Tre giorni che La Maddalena ricorderà per un bel pezzo. Trasformare un’isola in un grande palcoscenico fatto di musica, fede e tradizione non è stato poi così semplice. Però il risultato è uno di quelli che gonfiano il petto di soddisfazione. L’edizione numero 18 di «Voci di maggio», promossa come sempre dagli Istentales di Gigi Sanna con la collaborazione del Comune, da venerdì mattina a ieri sera ha riempito l’elegante centro storico maddalenino. Tanti turisti, tantissimi sardi, con hotel, b&b, locali e ristoranti che hanno fatto buoni affari. Perché sono migliaia le persone che non hanno voluto perdere lo spettacolo di un festival che ogni anno fa registrare il tutto esaurito. Una rassegna che profuma di Sardegna che riempie di orgoglio i sardi e che seduce totalmente i turisti.
I colori della festa. Il cielo che minacciava pioggia non ha tenuto lontano la gente. In piazza Comando anche ieri sono stati allestiti gli stand del gusto. In prima fila la Sardegna, ma anche il meridione, con i suoi prodotti tipici. Sotto i tendoni gialli della Coldiretti i formaggi e i salumi sono andati a ruba. In fondo alla piazza, insieme ai maialetti, è stato arrostito un enorme vitello per una sagra che ha saziato un po’ tutti. La grande chiusura del festival, dopo una bella carrellata di artisti locali sul palco di piazza Comando, è stata riservata agli Istentales e ai Nomadi. Un concerto molto applaudito, il loro. Così come era accaduto per lo spettacolo di sabato, che sul palco aveva visto salire insieme gli Istentales e Roberto Vecchioni. Ma a dir la verità tutti gli eventi di «Voci di maggio» sono stati un bel successo. Applausi per i gruppi folk, per i figuranti di Cascia, per le maschere del carnevale di Ottana, per cantanti e musicisti che si sono alternati sul palco.
Le mani tese. Il festival «Voci di maggio», nato a Nuoro e poi negli anni capace di oltrepassare i confini barbaricini, non è stato soltanto musica, cibo e tradizione. Questa edizione sarà ricordata anche per l’arrivo nell’isola della statua e di una reliquia di Santa Rita da Cascia, che anche qui conta tantissimi devoti. Un gesto di riconoscenza che ha suggellato il gemellaggio tra la Sardegna e la comunità umbra. E tutto questo dopo il rito de sa paradura di un anno fa, quando i pastori sardi, per una idea di Gigi Sanna e degli Istentales, donarono ai pastori terremotati di Cascia la bellezza di mille pecore. Ma non solo. Le «Voci di maggio» saranno anche ricordate per la maratona #iostoconpaolo, una importante raccolta fondi per la ricerca sulla sla.
I colori della festa. Il cielo che minacciava pioggia non ha tenuto lontano la gente. In piazza Comando anche ieri sono stati allestiti gli stand del gusto. In prima fila la Sardegna, ma anche il meridione, con i suoi prodotti tipici. Sotto i tendoni gialli della Coldiretti i formaggi e i salumi sono andati a ruba. In fondo alla piazza, insieme ai maialetti, è stato arrostito un enorme vitello per una sagra che ha saziato un po’ tutti. La grande chiusura del festival, dopo una bella carrellata di artisti locali sul palco di piazza Comando, è stata riservata agli Istentales e ai Nomadi. Un concerto molto applaudito, il loro. Così come era accaduto per lo spettacolo di sabato, che sul palco aveva visto salire insieme gli Istentales e Roberto Vecchioni. Ma a dir la verità tutti gli eventi di «Voci di maggio» sono stati un bel successo. Applausi per i gruppi folk, per i figuranti di Cascia, per le maschere del carnevale di Ottana, per cantanti e musicisti che si sono alternati sul palco.
Le mani tese. Il festival «Voci di maggio», nato a Nuoro e poi negli anni capace di oltrepassare i confini barbaricini, non è stato soltanto musica, cibo e tradizione. Questa edizione sarà ricordata anche per l’arrivo nell’isola della statua e di una reliquia di Santa Rita da Cascia, che anche qui conta tantissimi devoti. Un gesto di riconoscenza che ha suggellato il gemellaggio tra la Sardegna e la comunità umbra. E tutto questo dopo il rito de sa paradura di un anno fa, quando i pastori sardi, per una idea di Gigi Sanna e degli Istentales, donarono ai pastori terremotati di Cascia la bellezza di mille pecore. Ma non solo. Le «Voci di maggio» saranno anche ricordate per la maratona #iostoconpaolo, una importante raccolta fondi per la ricerca sulla sla.
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