Rifiuti, l’ira di Nizzi: la Regione ci ascolti o si rischia il collasso

Il sindaco: insufficiente il limite di 240 tonnellate di umido La Provincia concede una proroga, ma l’emergenza resta 

OLBIA. Si cammina ancora sul filo del rasoio. La Provincia al momento ha concesso una proroga di quindici giorni, ma se la Regione non farà marcia indietro ci si ritroverà nuovamente punto e a capo. E cioè con il rischio di avere una discarica satura e le strade piene di sacchetti di umido. Insomma, il caos rifiuti non è ancora stato risolto. E così il sindaco Settimo Nizzi, dopo aver dichiarato lo stato d’emergenza, torna ad appellarsi nuovamente alla Regione, senza risparmiare le critiche. «La Regione non ha capito nulla, ha totalmente sbagliato i calcoli. Se non dovesse intervenire, ci ritroveremmo in una situazione drammatica». Per questo Settimo Nizzi, insieme ai sindaci degli altri tredici Comuni che conferiscono i rifiuti organici a Spiritu Santu, anche loro in emergenza, restano in uno stato di mobilitazione permanente. Domani o al massimo martedì si incontreranno nuovamente per fare il punto della situazione.

Cosa è successo. La Regione non ha rinnovato l’autorizzazione a conferire 417 tonnellate settimanali di umido nella discarica del Cipnes. La quota è stata abbassata a 240 tonnellate. E questo dopo l’avvio dell’impianto di Tempio, che però può accogliere solo 50 tonnellate a settimana. Dunque, i conti non tornano. «Siamo all’assurdo – attacca Nizzi –. La Regione dimostra di non conoscere i numeri della Gallura. Se la quota per Spiritu Santu è stata abbassata a 240 tonnellate e l’impianto di Tempio non riesce a ricevere il resto, dove li mettiamo noi i rifiuti organici? Solo Olbia, da sola, produce 250 tonnellate a settimana. Arzachena ne fa 100. L’estate è quasi cominciata, sono arrivati i turisti e di conseguenza ci ritroviamo in uno stato di emergenza. La Regione vuole che a Spiritu Santu conferisca solo Olbia lasciando da soli gli altri Comuni? Spero proprio di no. Lo ribadisco: la discarica del Cipnes è autorizzata a ricevere 417 tonnellate a settimana e la Regione deve rinnovare l’autorizzazione a conferire lì così come abbiamo sempre fatto. Davvero non capisco cosa stia succedendo, la situazione è paradossale».

Lo spettro Villacidro. L’unica soluzione, al momento, sarebbe quella di trasportare e conferire l’umido eccedente nella discarica di Villacidro, lontana quasi 300 chilometri. «La Regione ci ha anche inviato una nota – afferma Settimo Nizzi –. Ci si chiede di fare il giro dell’isola per cercare impianti disponibili. Ma è assurdo. Il trasporto dei rifiuti è una operazione costosissima. Solo a Olbia, se dovessimo conferire a Villacidro, costerebbe un milione di euro. I soldi ce li dà la Regione? Se ce li dà lei, io i rifiuti li porto anche su Marte».

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