Strada-cantiere per il mare i lavori fermi da due anni
di Angelo Mavuli
Ultimatum del sindaco all’impresa che si era aggiudicata l’appalto nel 2016 Mancano all’appello i soldi (200 mila euro) per una variante al progetto
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TEMPIO. Si allontana la ripresa dei lavori sulla “strada del mare” Tempio-Bivio Aglientu, aggiudicata nel 2015 per un milione 297 mila euro all’impresa Poing di San Gavino Monreale. I lavori, iniziati nel 2016, dopo uno sbancamento selvaggio in una delle campagne più belle di Tempio, erano stati abbandonati dopo alcuni mesi “per sopraggiunti problemi di natura tecnica”. Oggi quel cantiere, dal quale sono scomparsi mezzi, camion, ruspe, tecnici e operai non esiste più. Sono rimaste solo le ferite profonde nel paesaggio e tutto è stato lasciato nel più totale abbandono, fra le proteste degli automobilisti e dei proprietari terrieri che si sono visti le loro campagne devastate.
L’argomento è entrato di prepotenza, in questi giorni di crisi politica, nell’agenda del sindaco Andrea Biancareddu che ha parlato dell’opera incompiuta con un duro intervento sull’impresa Poing, che avrebbe chiesto ulteriori 200 mila euro per fronteggiare un problema tecnico venuto alla luce durante i lavori. Una abbondantissima sorgente che i progettisti e i tecnici dell’impresa non avevano individuato nei loro sopralluoghi e che rende necessaria una variante d’opera per la costruzione di un ponte non previsto nel progetto e che farebbe lievitare il costo di ulteriori 200 mila euro sulla cifra iniziale di un milione 297 mila euro. «Cifra – dice Biancareddu – che non deve pagare il Comune, così come qualcuno pensava avvenisse, ma la ditta appaltatrice i cui tecnici evidentemente avrebbero dovuto studiare meglio il percorso, l’idrografia del terreno e il relativo progetto». «Quest’opera che avvicina ulteriormente la Tempio al mare – aggiunge il sindaco – è di vitale importanza per la città sotto diversi punti di vista, naturalistici e turistici. Così intendiamo fare quanto è in nostro potere per portare a compimento questo stralcio dell’opera che prevede altri lotti ulteriori per il suo totale completamento». «Già lo scorso dicembre – ricorda ancora Biancareddu – avevamo diffidato l’impresa dal persistere nei ritardi. Ora riprenderemo in mano il discorso e a chiare lettere diremo che il costo per la variante non è da attribuire al Comune ma all’impresa. Aumenteremo ulteriormente la pressione e se i lavori non dovessero riprendere agiremo di conseguenza. Ci troviamo di fronte a ritardi per certi versi incomprensibili che danneggiano non poco non solo la realizzazione dell’opera, ma l’immagine stessa della città».
L’argomento il 18 febbraio scorso era stato affrontato dall’allora assessore ai Lavori pubblici Anna Paola Aisoni che aveva spiegato le cause del fermo. La stessa Aisoni, denunciando ritardi inammissibili nei lavori, aveva assicurato che gli stessi sarebbero ripresi di lì a poco.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
L’argomento è entrato di prepotenza, in questi giorni di crisi politica, nell’agenda del sindaco Andrea Biancareddu che ha parlato dell’opera incompiuta con un duro intervento sull’impresa Poing, che avrebbe chiesto ulteriori 200 mila euro per fronteggiare un problema tecnico venuto alla luce durante i lavori. Una abbondantissima sorgente che i progettisti e i tecnici dell’impresa non avevano individuato nei loro sopralluoghi e che rende necessaria una variante d’opera per la costruzione di un ponte non previsto nel progetto e che farebbe lievitare il costo di ulteriori 200 mila euro sulla cifra iniziale di un milione 297 mila euro. «Cifra – dice Biancareddu – che non deve pagare il Comune, così come qualcuno pensava avvenisse, ma la ditta appaltatrice i cui tecnici evidentemente avrebbero dovuto studiare meglio il percorso, l’idrografia del terreno e il relativo progetto». «Quest’opera che avvicina ulteriormente la Tempio al mare – aggiunge il sindaco – è di vitale importanza per la città sotto diversi punti di vista, naturalistici e turistici. Così intendiamo fare quanto è in nostro potere per portare a compimento questo stralcio dell’opera che prevede altri lotti ulteriori per il suo totale completamento». «Già lo scorso dicembre – ricorda ancora Biancareddu – avevamo diffidato l’impresa dal persistere nei ritardi. Ora riprenderemo in mano il discorso e a chiare lettere diremo che il costo per la variante non è da attribuire al Comune ma all’impresa. Aumenteremo ulteriormente la pressione e se i lavori non dovessero riprendere agiremo di conseguenza. Ci troviamo di fronte a ritardi per certi versi incomprensibili che danneggiano non poco non solo la realizzazione dell’opera, ma l’immagine stessa della città».
L’argomento il 18 febbraio scorso era stato affrontato dall’allora assessore ai Lavori pubblici Anna Paola Aisoni che aveva spiegato le cause del fermo. La stessa Aisoni, denunciando ritardi inammissibili nei lavori, aveva assicurato che gli stessi sarebbero ripresi di lì a poco.
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