Villa Ragnedda, UnipolSai batte cassa
di Tiziana Simula
Discusso in udienza civile il reclamo di uno dei creditori: non siamo stati coinvolti
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TEMPIO. C’è uno strascico sul fronte civile nella vendita all’asta della villa di Baia Sardinia del defunto imprenditore di Arzachena Sebastiano Ragnedda, finita al centro di un’inchiesta giudiziaria da parte della procura di Roma. Protagonista, la UnipolSai assicurazioni spa, uno dei creditori: in un ricorso al giudice dell’esecuzione prima, e in un reclamo al tribunale collegiale, poi, – discusso in udienza ieri – lamenta di non essere stata informata dal tribunale di Tempio e quindi coinvolta né nell’udienza del 26 gennaio 2016 quando ci fu l’aggiudicazione della villa, né nell’udienza successiva del 18 ottobre 2016 quando i creditori presenti, esclusa quindi, la UnipolSai, poterono precisare il proprio credito, né, infine, nell’udienza del 15 novembre 2016 quando i creditori, approvarono il progetto di distribuzione della somma ricavata dalla vendita, progetto predisposto dal giudice e approvato, appunto, dai creditori, con esclusione di Unipolsai. «Non abbiamo ricevuto dal tribunale alcuna comunicazione – spiega l’avvocato Matteo Pancaldi dello Studio Legale Effeffe & Partners di Ferrara che rappresenta la UnipolSai – Il risultato è che, non essendo stati coinvolti e non avendo potuto, per cause a noi non imputabili, precisare il nostro credito, ci siamo visti assegnare nel progetto di distribuzione, somme inferiori rispetto a quelle spettanti».
Il creditore aveva presentato opposizione agli atti esecutivi chiedendo la riapertura della procedura e l’annullamento del progetto di distribuzione delle somme ricavate dalla vendita.
«Il giudice dell’esecuzione Alessandro Di Giacomo l’ha rigettato, dichiarando il “non luogo a provvedere” essendo la procedura ormai estina.
Quindi, la UnipolSai è andata avanti procedendo con il reclamo davanti al tribunale collegiale contro il “non luogo a provvedere” emesso dal tribunale di Tempio.
Reclamo che ieri è stato discusso, relatore il giudice Carlo Barile.
Il collegio si è riservato.
Il creditore aveva presentato opposizione agli atti esecutivi chiedendo la riapertura della procedura e l’annullamento del progetto di distribuzione delle somme ricavate dalla vendita.
«Il giudice dell’esecuzione Alessandro Di Giacomo l’ha rigettato, dichiarando il “non luogo a provvedere” essendo la procedura ormai estina.
Quindi, la UnipolSai è andata avanti procedendo con il reclamo davanti al tribunale collegiale contro il “non luogo a provvedere” emesso dal tribunale di Tempio.
Reclamo che ieri è stato discusso, relatore il giudice Carlo Barile.
Il collegio si è riservato.
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