Un condizionatore scatena la protesta: «Piazza Faber va tutelata»
Angelo Mavuli
Tempio, “Essere Cittadini” alza la voce dopo l’installazione dell'apparecchio: «È stato totalmente violato il regolamento comunale, si deve intervenire»
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TEMPIO. Esplode il caso del condizionatore installato in piazza Faber. Al centro delle protesta, ora, ci sono gli addobbi floreali che mettono ancor più in risalto quello “scatolone”. «Ci chiediamo -, scrive in un comunicato il Comitato civico Essere cittadini -, se la scelta di utilizzare denaro pubblico, (appartenente quindi a tutti noi), per mascherare il motore esterno di un condizionatore installato in totale violazione del regolamento comunale, sia un’operazione corretta. Non solo dal punto di vista estetico, peraltro ampiamente discutibile, ma anche e soprattutto dal punto di vista etico. La decisione, infatti, si configurerebbe come contributo pubblico non dovuto per la soluzione di un problema creato dalla violazione delle norme esistenti, da parte di un privato».
Come dire cioè che il rimedio si è rivelato peggiore della malattia. «La cosa - prosegue Essere cittadini, - è ancor più grave se si considera che da poco gli uffici comunali, correttamente, hanno imposto il rispetto delle norme a un bar che recentemente ha aperto i battenti proprio sulla stessa piazza e che ha dovuto incassare all’interno il condizionatore. Al contrario invece di altri uffici comunali completamente distratti - denuncia il Comitato civico - che, in una via del centro storico, a due passi da Piazza Gallura, sabato 30 giugno hanno consentito l’interruzione del traffico veicolare per diverse ore, per l’installazione esterna dell’ennesimo condizionatore fuori norma». Il documento ricorda che il più volte citato progetto di Rigenerazione Urbana, (recentemente dotato dal sindaco di ulteriori 140 mila euro che vanno ad aggiungersi agli altri 100 mila euro già decisi a suo tempo), ha individuato in Piazza De Andrè il sito dal quale partire per la creazione della nuova Tempio nell’immediato futuro. «La chiusura al traffico della Piazza - continua il Comitato -, è la conferma di questa volontà . Né deve stupire pertanto che anche il ritorno al rispetto delle norme parta proprio da una “piazza simbolo” sulla quale sono puntati gli occhi della città anche quando si decide di creare installazioni e sovrastrutture come quella di cui oggi si discute. Come comitato civico chiediamo infine al sindaco se la scelta di porre una “foglia di fico” sul problema, anziché risolverlo, non sia in aperto contrasto con quanto concordato con lui qualche giorno fa in un incontro con il comitato. Sindaco, non è con la politica dello struzzo che trasformeremo Tempio in una delle cittadine più belle d’Italia, ma con il coraggio di applicare le norme che esistono e studiandone delle nuove rispondenti al futuro che questa città faticosamente si vorrebbe dare».
Come dire cioè che il rimedio si è rivelato peggiore della malattia. «La cosa - prosegue Essere cittadini, - è ancor più grave se si considera che da poco gli uffici comunali, correttamente, hanno imposto il rispetto delle norme a un bar che recentemente ha aperto i battenti proprio sulla stessa piazza e che ha dovuto incassare all’interno il condizionatore. Al contrario invece di altri uffici comunali completamente distratti - denuncia il Comitato civico - che, in una via del centro storico, a due passi da Piazza Gallura, sabato 30 giugno hanno consentito l’interruzione del traffico veicolare per diverse ore, per l’installazione esterna dell’ennesimo condizionatore fuori norma». Il documento ricorda che il più volte citato progetto di Rigenerazione Urbana, (recentemente dotato dal sindaco di ulteriori 140 mila euro che vanno ad aggiungersi agli altri 100 mila euro già decisi a suo tempo), ha individuato in Piazza De Andrè il sito dal quale partire per la creazione della nuova Tempio nell’immediato futuro. «La chiusura al traffico della Piazza - continua il Comitato -, è la conferma di questa volontà . Né deve stupire pertanto che anche il ritorno al rispetto delle norme parta proprio da una “piazza simbolo” sulla quale sono puntati gli occhi della città anche quando si decide di creare installazioni e sovrastrutture come quella di cui oggi si discute. Come comitato civico chiediamo infine al sindaco se la scelta di porre una “foglia di fico” sul problema, anziché risolverlo, non sia in aperto contrasto con quanto concordato con lui qualche giorno fa in un incontro con il comitato. Sindaco, non è con la politica dello struzzo che trasformeremo Tempio in una delle cittadine più belle d’Italia, ma con il coraggio di applicare le norme che esistono e studiandone delle nuove rispondenti al futuro che questa città faticosamente si vorrebbe dare».
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