«Attenti a quei due creano solo danni»
di Angelo Mavuli
Il gruppo “Tempio libera” critica Biancareddu e la Aisoni: «Continuano a beccarsi e trascinano la città in un baratro»
3 MINUTI DI LETTURA
TEMPIO. «Quanto sta accadendo nella nostra città fra il sindaco Biancareddu e la vicesindaca Aisoni, che, con notevole anticipo, hanno dato inizio a una anomala campagna elettorale, è una partita pericolosa, surreale e patetica che ignora le problematiche reali di Tempio trascinandola in un baratro». Ad affermarlo, con un comunicato stampa, è Monica Liguori, consigliera comunale di Tempio Libera e Democratica insieme con Antonio Balata, che afferma di seguire la vicenda dei due litiganti, “sempre più stupita”. «Quanto sta accadendo nella loro personalissima guerra - dice Monica Liguori -, è il “Grande Nulla”. Si prendono gioco dei tempiesi volendo far loro credere che la “Grande Madre” dei problemi cittadini siano stati due muri imbrattati o ricoperti da manifesti la cui doverosa e ritardata pulizia entrambi attribuiscono a loro merito e alla loro perspicacia. Dimenticando che quella pulizia era richiesta da tre anni da Tempio Libera. Entrambi alla ricerca di consensi elettorali per candidature che confermino il loro autoreferenziale ruolo politico, Biancareddu e Aisoni continuano a beccarsi e ad attribuirsi meriti inesistenti. Tempo sprecato il loro: tutti i cittadini tempiesi sono testimoni di questi tre anni in cui le minoranze consiliari tutte, hanno messo in rilievo gli insuccessi e le manchevolezze dell’esecutivo su tutti i fronti. Per i due contendenti il culto della personalità viene sempre al primo posto, il resto sono frattaglie. Aisoni in primis - prosegue ancora Monica Liguori - ha sempre tentato di far credere che il programma era in corso di realizzazione a pieno regime. Biancareddu, che fino ad ieri per questo l’esaltava, oggi la caccia via, ufficialmente per incapacità, ufficiosamente perché ha osato candidarsi alle regionali. Oggi, a distanza di tre anni dalla loro ascesa, entrambi si vantano della pulizia di due muri. Nelle loro parole, nel loro affannarsi su tutto, come se fossero all’ultima spiaggia, vi è invece la conferma che finora hanno passato il tempo a fare tutt’altro fuorché lavorare per la città. In particolare - dice ancora il comunicato di Tempio Libera -, quale sarebbero i meriti che vantano? Fregiarsi e confermare che il progetto di Rigenerazione urbana è stato utilizzato solo per fare viaggi di rappresentanza e che del progetto non è stata attuata alcuna parte? E ancora: vantarsi di un Puc mai nato o del progetto Metro Cubo Zero trattato prima con sufficienza, poi accettato e osannato per qualche giorno e quindi precipitosamente ignorato quando ci si è resi conto che per realizzarlo ci volevano, non i soldi che altri avrebbero messo ma solo gli attributi, evidentemente inesistenti. Non capiamo su cosa hanno da vantarsi oggi i nostri due litiganti che continuano a scipparsi l’uno l’altro meriti su cose inesistenti. Non confidiamo certo nel nuovo assessore come panacea dei mali tempiesi - conclude Monica Liguori -, ma, per carità, non si vada avanti con fuochi fatui, attribuendosi meriti inventati».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
