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Olbia

Dietro le quinte lo spettro del conferimento forzato in altri siti

Il provvedimento della Provincia di Sassari, competente per la Zona omogenea di Olbia-Tempio sembra mettere una pezza al buco del caos istituzionale creato dall’emergenza rifiuti. A fare da sfondo un...

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Il provvedimento della Provincia di Sassari, competente per la Zona omogenea di Olbia-Tempio sembra mettere una pezza al buco del caos istituzionale creato dall’emergenza rifiuti. A fare da sfondo un incrocio di accuse, proroghe e circolari. L’ultimo capitolo lo aveva scritto la Regione, con l’assessorato all’Ambiente che spiegava come non fosse di competenza regionale riportare da 240 a 417 il limite delle tonnellate settimanali di rifiuti organici scaricabili nella discarica di Spiritu Santu. Secondo la Regione, spettava invece alla Provincia, che a sua volta aveva concesso una proroga di quindici giorni proprio per andare incontro alle esigenze dei Comuni. Il timore dei sindaci galluresi, che avevano proclamato lo stato d’emergenza e che avevano duramente attaccato l’amministrazione regionale, era quello di dover conferire i rifiuti eccedenti non più a Olbia ma in altri impianti dell’isola, con un enorme esborso finanziario per le casse comunali. Per questo avevano chiesto di riportare il limite a quota 417 tonnellate.

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