Lavori e abusi, chiusa un’altra inchiesta
di Walkiria Baldinelli
Porto Cervo, dopo il sequestro del Nikki beach nuovi guai giudiziari anche per la strada verso la spiaggia di Li Itriceddi
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PORTO CERVO. Indagini giudiziarie ancora in corso dopo il sequestro preventivo del Nikki beach, il lussuoso chiosco vip a Cala Petra Ruja. Finanzieri e agenti della polizia locale, su disposizione della Procura di Tempio, due giorni fa hanno messo i sigilli anche al sentiero d'accesso al locale realizzato sui terreni della Land Holding e Sardegna Resorts srl. Alla società che cura gli interessi immobiliari del Qatar in Costa Smeralda vengono contestate violazioni per presunti abusi edilizi rispetto alle autorizzazioni comunali rilasciate per la realizzazione della struttura amovibile di circa 400 metri quadri, gestita dal gruppo internazionale Nikki Beach, e per la riapertura di uno sterrato.
Questa e altre vicende legate alle autorizzazioni dei chioschi stagionali e ai sentieri d'accesso ai lidi in Costa Smeralda, e non solo, da tempo si sono trasformate in un caso politico. Al centro del dibattito le richieste di concessioni demaniali rilasciate dopo il 2015, l'anno cioè in cui il consiglio comunale ha approvato il Pul facendo scattare le norme di salvaguardia, che non prevedono ampliamenti. Diversi i ricorsi alla giustizia amministrativa e penale.
Li Itriceddi. Sempre in costa Smeralda risulterebbero concluse le indagini preliminari disposte dalla Procura per la strada sterrata lunga circa un chilometro tra l'hotel Cala di Volpe e la spiaggia Li Itriceddi, a Liscia Ruja, che conduce al centro servizi stagionale di 900 metri quadri della Sardegna Resorts, autorizzato nel 2017, cioè dopo la prima adozione del Pul. Il Comune ad aprile aveva dato il via libera alla variante per la realizzazione della struttura, ma non per la strada. A marzo, dopo una serie di sopralluoghi il dirigente dell'ufficio tecnico, invece, aveva ordinato la sospensione dei lavori, provvedimento notificato alla Land Holding, ma anche alla Procura della Repubblica e all'assessorato regionale agli Enti locali. L'ordinanza evidenziava la trasformazione dei luoghi sia sul piano urbanistico che ambientale in assenza del permesso di costruire. Sottolineando che la strada carrabile, larga 3 metri e mezzo, lunga poco più di un chilometro e percorribile con mezzi fuori strada, era ricompresa nella fascia dei trenta metri dalla battigia.
Cala Petra Ruja. La vicenda giudiziaria dell'immobile, gestito dal lussuoso club Nikki beach, ebbe inizio con il diniego dell'ufficio tecnico comunale alla richiesta di variante del chiosco di circa 380 metri quadri a Petra Ruja perché non conforme a quanto disposto dal Pul, che non consente ampliamenti. La proprietà era ricorsa al Tar, ottenendo una sospensiva e la possibilità di ultimare i lavori, ma a condizione che venissero fatti in base alle dimensioni del chiosco precedente. La strada d'accesso, invece, era già stata sequestrata un anno e mezzo fa dalla Procura. Lo stato dei luoghi era poi stato ripristinato con la messa a dimora della macchia mediterranea rimossa. Le indagini sono tuttora in corso.
Questa e altre vicende legate alle autorizzazioni dei chioschi stagionali e ai sentieri d'accesso ai lidi in Costa Smeralda, e non solo, da tempo si sono trasformate in un caso politico. Al centro del dibattito le richieste di concessioni demaniali rilasciate dopo il 2015, l'anno cioè in cui il consiglio comunale ha approvato il Pul facendo scattare le norme di salvaguardia, che non prevedono ampliamenti. Diversi i ricorsi alla giustizia amministrativa e penale.
Li Itriceddi. Sempre in costa Smeralda risulterebbero concluse le indagini preliminari disposte dalla Procura per la strada sterrata lunga circa un chilometro tra l'hotel Cala di Volpe e la spiaggia Li Itriceddi, a Liscia Ruja, che conduce al centro servizi stagionale di 900 metri quadri della Sardegna Resorts, autorizzato nel 2017, cioè dopo la prima adozione del Pul. Il Comune ad aprile aveva dato il via libera alla variante per la realizzazione della struttura, ma non per la strada. A marzo, dopo una serie di sopralluoghi il dirigente dell'ufficio tecnico, invece, aveva ordinato la sospensione dei lavori, provvedimento notificato alla Land Holding, ma anche alla Procura della Repubblica e all'assessorato regionale agli Enti locali. L'ordinanza evidenziava la trasformazione dei luoghi sia sul piano urbanistico che ambientale in assenza del permesso di costruire. Sottolineando che la strada carrabile, larga 3 metri e mezzo, lunga poco più di un chilometro e percorribile con mezzi fuori strada, era ricompresa nella fascia dei trenta metri dalla battigia.
Cala Petra Ruja. La vicenda giudiziaria dell'immobile, gestito dal lussuoso club Nikki beach, ebbe inizio con il diniego dell'ufficio tecnico comunale alla richiesta di variante del chiosco di circa 380 metri quadri a Petra Ruja perché non conforme a quanto disposto dal Pul, che non consente ampliamenti. La proprietà era ricorsa al Tar, ottenendo una sospensiva e la possibilità di ultimare i lavori, ma a condizione che venissero fatti in base alle dimensioni del chiosco precedente. La strada d'accesso, invece, era già stata sequestrata un anno e mezzo fa dalla Procura. Lo stato dei luoghi era poi stato ripristinato con la messa a dimora della macchia mediterranea rimossa. Le indagini sono tuttora in corso.
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