olbia
Una nuova vita per il faro pronto il bando del demanio
OLBIA. I padroni del faro non saranno più soltanto gabbiani e piccioni. Sull’Isola Bocca adesso si respira aria di cambiamento. Molto presto lo Stato, attraverso l’agenzia del demanio, darà in...
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OLBIA. I padroni del faro non saranno più soltanto gabbiani e piccioni. Sull’Isola Bocca adesso si respira aria di cambiamento. Molto presto lo Stato, attraverso l’agenzia del demanio, darà in concessione uno dei simboli indiscussi della città. È molto di più di una voce di corridoio. Dopo anni di attese e di degrado, il faro che domina il golfo olbiese potrebbe finalmente imboccare la strada della valorizzazione. Se ne parlerà domani durante la conferenza «I Fari – Passato, presente e futuro», in programma alle 21 nei giardinetti davanti al museo. Una conferenza organizzata dall’associazione culturale Insula Felix che, tra l’altro, ne approfitterà per presentare un progetto di valorizzazione tutto suo. L’idea è quella di un osservatorio scientifico sul mare con spazi dedicati a mostre ed esposizioni. Alla conferenza di domani interverrà l’esperto Nicola Sechi, che parlerà dei fari in Sardegna. E interverranno pure il regista Federico Falchi e il biologo marino Benedetto Cristo. «Avrebbe dovuto partecipare anche Gaetano Pedroni, il responsabile tecnico di Marifari Sardegna – spiega Dario Maiore, il presidente dell’associazione Insula Felix –. Non ci sarà, ma leggeremo comunque una sua nota. Attraverso Pedroni siamo infatti venuti a sapere che il faro di Olbia, insieme ad altri dell’isola, rientrerà nel prossimo bando del demanio». Ed è infatti proprio attraverso un bando che i fari possono essere dati in gestione ad amministrazioni comunali, associazioni culturali e anche privati. E così l’associazione Insula Felix, nata proprio per valorizzare il golfo olbies, nel frattempo ha sviluppato un suo progetto. «L’idea è quella di un osservatorio scientifico con la possibilità di organizzare anche seminari, esposizioni, mostre. Naturalmente con la collaborazione di diversi enti, magari con l’Area marina di Tavolara» spiega ancora Maiore.
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