guardia di finanza
Negozio cinese di abbigliamento a rischio chiusura, trovati tre lavoratori in nero
OLBIA. I primi casi sono emersi a a Sassari. La collaborazione dell’Ispettorato del lavoro del capoluogo turritano con le Fiamme Gialle del Comando provinciale è servita per scoprire casi di...
2 MINUTI DI LETTURA
OLBIA. I primi casi sono emersi a a Sassari. La collaborazione dell’Ispettorato del lavoro del capoluogo turritano con le Fiamme Gialle del Comando provinciale è servita per scoprire casi di lavoratori in nero anche in due negozi olbiesi gestiti da commercianti cinesi. Al termine di una specifica attività informativa condotta anche attraverso lo sviluppo di segnalazioni arrivate ai finanzieri, il negozio di un commerciante cinese operante nel settore dell’abbigliamento è stato controllato. Nel corso delle operazioni sono stati identificati tre lavoratori dipendenti, due dei quali sono risultati privi di copertura assicurativa e di regolare assunzione. Il titolare dell'attività non ha esibito alcuna documentazione in grado di comprovare la regolarità delle posizioni lavorative delle due dipendenti in nero, una italiana e una romena. Nei confronti del titolare dell’esercizio è scattata la segnalazione per l’avvio della procedura di sospensione dell’attività imprenditoriale, così come previsto dalla legge. Le sanzioni amministrative scatteranno al termine degli accertamenti di rito che saranno eseguiti direttamente dall’Ispettorato territoriale del lavoro di Sassari.
L’attività di servizio, svolta nell’ambito del protocollo di intesa siglato il 21 dicembre 2017 tra l’ispettorato nazionale del lavoro e il Comando generale della Guardia di Finanza, si inquadra nel solco delle attività svolte a tutela degli interessi delle fasce deboli, rappresentate dai lavoratori e dagli operatori economici onesti che, ottemperando agli obblighi di legge, sono soggetti alla concorrenza sleale. Ma si i inserisce altresì in un più ampio piano di controllo del territorio che, oltre a riguardare aspetti economici, fiscali e di lavoro, vede le fiamme gialle sassaresi quotidianamente impegnate nel contrasto di qualsiasi forma d’illegalità nel territorio. A Sassari sono emersi due casi eclatanti. Quello di Bricocina e ModaPlanet. Nel primo caso, dal 2016 al 2018, sono stati trovati 11 dipendenti irregolari, 5 senegalesi, 2 italiani e 3 del Bangladesh. Il loro orario di lavoro settimanale era di 60 ore a fronte di contratti che ne prevedevano molte di meno. Nel secondo caso, dal 2017 al 2018 l’Ispettorato ha accertato 8 assunzioni irregolari, 6 senegalesi e due italiani. 20 le ore di lavoro a settimana previste dal contratto, ma che nella realtà diventavano 48 per tre settimane di ogni mese e 60 nella quarta.
L’attività di servizio, svolta nell’ambito del protocollo di intesa siglato il 21 dicembre 2017 tra l’ispettorato nazionale del lavoro e il Comando generale della Guardia di Finanza, si inquadra nel solco delle attività svolte a tutela degli interessi delle fasce deboli, rappresentate dai lavoratori e dagli operatori economici onesti che, ottemperando agli obblighi di legge, sono soggetti alla concorrenza sleale. Ma si i inserisce altresì in un più ampio piano di controllo del territorio che, oltre a riguardare aspetti economici, fiscali e di lavoro, vede le fiamme gialle sassaresi quotidianamente impegnate nel contrasto di qualsiasi forma d’illegalità nel territorio. A Sassari sono emersi due casi eclatanti. Quello di Bricocina e ModaPlanet. Nel primo caso, dal 2016 al 2018, sono stati trovati 11 dipendenti irregolari, 5 senegalesi, 2 italiani e 3 del Bangladesh. Il loro orario di lavoro settimanale era di 60 ore a fronte di contratti che ne prevedevano molte di meno. Nel secondo caso, dal 2017 al 2018 l’Ispettorato ha accertato 8 assunzioni irregolari, 6 senegalesi e due italiani. 20 le ore di lavoro a settimana previste dal contratto, ma che nella realtà diventavano 48 per tre settimane di ogni mese e 60 nella quarta.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google