Quella tragedia colpita dall’indifferenza
La memoria del 28 luglio 1983, già da qualche anno dopo l’eccidio, è stata sempre una memoria difficile da far accettare soprattutto al territorio. Finché della ricorrenza si è occupata l’Assfor (l’As...
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La memoria del 28 luglio 1983, già da qualche anno dopo l’eccidio, è stata sempre una memoria difficile da far accettare soprattutto al territorio. Finché della ricorrenza si è occupata l’Assfor (l’Associazione dei forestali della Sardegna, nota per le iniziative intraprese a salvaguardia dell’ambiente e per l’opera di educazione di “Prevenzione civile”, nelle scuole della Sardegna, su un progetto dell’assessorato regionale alla Pubblica istruzione), la giornata, soprattutto in città ma anche a livello provinciale e regionale, veniva ricordata solennemente con cerimonie civili e religiose cui partecipavano i sindaci del territorio autorità regionali civili e militari. Il 28 luglio fu anche proclamata, in seguito ad una proposta di legge dell’allora consigliere regionale Andrea Biancareddu, Giornata della Memoria. Una legge sempre lasciata orfana di contribuiti e attenzione. Oggi, nell’indifferenza della politica anche gallurese, è diventata quasi un “fastidio” che si cerca di cancellare nella stessa giornata del 28 luglio, con sagre del bovino, sagra del vermentino, sagra di qualunque altra cosa, purché non si ricordi che il 28 luglio del 1983 molti uomini a Tempio sulla Collina di Curragghja morirono arsi vivi. Pian piano anche la città si è adeguata all’andazzo e le cerimonie, volutamente disertate anche da alcuni parenti infastiditi, sono ridotte al minimo. Chi muore giace…chi vice si dà pace, dice il proverbio. (a.m.)
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