Passerelle in legno rimosse adesso esplode la polemica
di Walkiria Baldinelli
Santa Teresa, alcuni disabili lamentano disagi nella spiaggia di Rena di Ponente Lega e Movimento sardo pro territorio: il Comune dialoghi di più con i cittadini
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SANTA TERESA. La rimozione dei camminamenti in legno sulla Rena di Ponente sta suscitando diversi malumori tra i bagnanti. Alcuni lamentano il divieto di accesso diretto dal primo ingresso della provinciale che costeggia l'istmo. Diverse famiglie, perlopiù spagnole, francesi e tedesche, hanno rinunciato a godersi gli ultimi sprazzi di sole della stagione turistica a Santa Teresa. Confuse anche dal cartello di "proprietà privata". Si segnalano anche disagi per alcuni disabili. L'intervento privato è autorizzato da un ufficiale giudiziario: esegue un procedimento di ripristino originario dei luoghi, del 20 settembre, ma che risale allo scorso giugno. E fa riferimento a un'ordinanza del 2013, con la quale il giudice scioglie così la riserva sulla vicenda: «L'amministrazione comunale ben avrebbe potuto e dovuto, nell'esercizio di poteri di competenza ovvero di diritto privato, ottenere prima il titolo di detenzione qualificata delle aree e, solo successivamente, procedere all'esecuzione dei lavori». Lavori che prevedevano la realizzazione di servizi igienici a uso pubblico, passerelle di legno per il pubblico transito e l'accesso al mare, oltre all'area da adibire a parcheggio. Inoltre, accogliendo l'istanza del proprietario dei terreni, nel merito, il giudice specifica che è fondata perché l'amministrazione comunale si era impegnata a sottoscrivere un comodato d'uso gratuito dei terreni, «essendo in atto – si legge - la determinazione dirigenziale di autorizzazione del sindaco a stipulare tale contratto per 25 anni sulle aree in questione, contratto poi mai effettivamente stipulato tra le parti». La rimozione delle passerelle sta suscitando diverse reazioni. «Quando c'è in ballo la tutela ambientale e la salvaguardia del bene comune l'amministrazione deve dialogare con il privato – dichiara il vice commissario regionale della Lega, Dario Giagoni -. L'ordinanza giudiziaria risale a 5 anni fa, anziché fare un inutile braccio di ferro, il Comune, in questo lasso di tempo avrebbe dovuto fare regolamenti certi. Le spese di rimozione delle passerelle e di affitto sono a carico dell'ente locale, soldi pubblici che avrebbe potuto investire in altre opere».
«Il Movimento sardo pro territorio ricorda che «già a fine novembre 2014 inviò un esposto, anche alla Procura della Corte dei Conti, sugli interventi del Comune realizzati con circa 2milioni 800mila euro di un fondo pubblico destinato all’esproprio di una parte dei terreni di Capo Testa – dice il coordinatore locale del Movimento, Ulisse Murru -. E poi “rimodulato” in interventi di valorizzazione turistici e ambientali nell’area Sic di Capo Testa. Senza dimenticare che sempre in questa zona super tutelata furono spesi ulteriori fondi per la ristrutturazione nell’area del faro. Le passerelle di legno sull'istmo, oggi in fase di rimozione fanno parte degli interventi inclusi in quei 2milioni 800mila euro. Realizzati male, secondo il nostro Movimento. Ad esempio, per costruire una passerella proteggi dune sono state scavate alcune delle stesse dune».
Quanto alla rimozione delle passerelle commenta: «La storia fa emergere il modus operandi arrogante dell'amministrazione, il privato, leso nei diritti, ha provato più volte a trovare una soluzione in via amichevole col Comune, senza ottenere un riscontro. L'amministrazione dovrebbe dialogare di più con i cittadini su temi importanti come la salvaguardia dell'ambiente.
«Il Movimento sardo pro territorio ricorda che «già a fine novembre 2014 inviò un esposto, anche alla Procura della Corte dei Conti, sugli interventi del Comune realizzati con circa 2milioni 800mila euro di un fondo pubblico destinato all’esproprio di una parte dei terreni di Capo Testa – dice il coordinatore locale del Movimento, Ulisse Murru -. E poi “rimodulato” in interventi di valorizzazione turistici e ambientali nell’area Sic di Capo Testa. Senza dimenticare che sempre in questa zona super tutelata furono spesi ulteriori fondi per la ristrutturazione nell’area del faro. Le passerelle di legno sull'istmo, oggi in fase di rimozione fanno parte degli interventi inclusi in quei 2milioni 800mila euro. Realizzati male, secondo il nostro Movimento. Ad esempio, per costruire una passerella proteggi dune sono state scavate alcune delle stesse dune».
Quanto alla rimozione delle passerelle commenta: «La storia fa emergere il modus operandi arrogante dell'amministrazione, il privato, leso nei diritti, ha provato più volte a trovare una soluzione in via amichevole col Comune, senza ottenere un riscontro. L'amministrazione dovrebbe dialogare di più con i cittadini su temi importanti come la salvaguardia dell'ambiente.
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