Gas refrigeranti, la Cna gallurese sfida il gigante Amazon
Venti imprese hanno avviato un’azione legale contro la vendita on line senza certificazione
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OLBIA. La Cna in prima linea anche in Gallura contro Amazon e la vendita on line di f-gas (gas fluorurati). Una ventina di imprese del settore impiantistico iscritte alla Cna hanno avviato un’azione legale nei confronti del colosso dell’e-commerce per concorrenza sleale, chiedendo al tribunale di Roma, in via d’urgenza, che sia inibita la vendita senza alcun controllo di f-gas. In pratica, attraverso la piattaforma di e-commerce, infatti, si continuano a vendere contenitori di f-gas senza che agli acquirenti venga richiesto, come previsto dalla normativa, il possesso dei requisiti di legge, cioè certificazione f-gas. Lo scandalo dei gas refrigeranti liberamente venduti su internet fu per la prima volta pubblicamente denunciato due anni fa proprio da Cna che sottolineò come la mancanza dei controlli stesse creando seri problemi di credibilità presso le imprese in merito a tutto l’impianto legislativo inerente gli f-gas.
Marina Deledda, direttore di Cna Gallura, spiega che «le aziende impiantistiche che si occupano di installazione di impianti contenenti f-gas, sono costrette dalla normativa a effettuare un percorso di formazione e di certificazione aziendale lungo e costoso. Pertanto, è necessario che in questo ambito vengano valorizzate tutte quelle imprese che si impegnano e investono in formazione e in attrezzature a norma per garantire la sicurezza dei loro clienti».
«Alla base del ricorso – aggiunge la Cna – la normativa comunitaria che specifica in modo chiaro ed incontrovertibile che i gas fluorurati ad effetto serra possono essere esclusivamente venduti a persone ed imprese in possesso della certificazione f-gas: il cosiddetto “patentino del frigorista”. Di conseguenza, operare nel settore degli f-gas senza averne titoli e vendendo a soggetti privi di patentino in violazione della normativa rappresenta un evidente atto di concorrenza sleale e determina la possibilità di creare un mercato di fornitori che, a loro volta, concorrono illecitamente con le imprese regolarmente certificate senza alcun titolo alimentando così un mercato illecitos».
Franco Olmetto, presidente regionale Installazione impianti Cna, dichiara che «con questa azione vogliamo contrastare la concorrenza sleale, stiamo facendo valere i diritti di chi lotta per lavorare con tutte le carte in regola. È chiaro, inoltre, che abbiamo a cuore anche la salvaguardia e la tutela dell’ambiente: gli f-gas, se maneggiati da chi non ha le giuste competenze e se immessi in atmosfera senza criterio, possono diventare dannosi per l’ecosistema».
Marina Deledda, direttore di Cna Gallura, spiega che «le aziende impiantistiche che si occupano di installazione di impianti contenenti f-gas, sono costrette dalla normativa a effettuare un percorso di formazione e di certificazione aziendale lungo e costoso. Pertanto, è necessario che in questo ambito vengano valorizzate tutte quelle imprese che si impegnano e investono in formazione e in attrezzature a norma per garantire la sicurezza dei loro clienti».
«Alla base del ricorso – aggiunge la Cna – la normativa comunitaria che specifica in modo chiaro ed incontrovertibile che i gas fluorurati ad effetto serra possono essere esclusivamente venduti a persone ed imprese in possesso della certificazione f-gas: il cosiddetto “patentino del frigorista”. Di conseguenza, operare nel settore degli f-gas senza averne titoli e vendendo a soggetti privi di patentino in violazione della normativa rappresenta un evidente atto di concorrenza sleale e determina la possibilità di creare un mercato di fornitori che, a loro volta, concorrono illecitamente con le imprese regolarmente certificate senza alcun titolo alimentando così un mercato illecitos».
Franco Olmetto, presidente regionale Installazione impianti Cna, dichiara che «con questa azione vogliamo contrastare la concorrenza sleale, stiamo facendo valere i diritti di chi lotta per lavorare con tutte le carte in regola. È chiaro, inoltre, che abbiamo a cuore anche la salvaguardia e la tutela dell’ambiente: gli f-gas, se maneggiati da chi non ha le giuste competenze e se immessi in atmosfera senza criterio, possono diventare dannosi per l’ecosistema».
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